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E' uno scherzo la notizia che ha fatto il giro del mondo

Un abete nei polmoni? certo, capita ogni 1 aprile


Un abete nei polmoni? certo, capita ogni 1 aprile
17/04/2009, 22:04

Ha fatto il giro del mondo la notizia dell’uomo che, in Russia, sarebbe stato operato per quello che si credeva fosse un tumore ma che si è poi rivelato una conifera cresciuta all’interno del polmone del paziente. Il caso è stato riportato da moltissimi media, che indicano Izhevsk come luogo dello strano (e strampalato) avvenimento. Riportate anche le dichiarazioni dell’uomo, che si sarebbe detto sollevato per il fatto che si trattasse di un alberello e non di un tumore.

La notizia, però, presenta parecchie anomalie. La versione ufficiale, se così si può chiamarla, fa acqua da tutte le parti. Il poveraccio avrebbe inalato un ago che, arrivato ai polmoni, avrebbe dato vita alla piccola conifera di ben cinque centimetri d’altezza. Ma un polmone umano non è certo un terreno fertile, nel senso letterale del termine. Senza contare che una pianta, per crescere, ha bisogno di determinate condizioni, tra queste la possibilità di fotosintetizzare la luce, cosa ovviamente impossibile da fare all’interno di un corpo umano.

A documentare la notizia, però, ci sono anche delle foto. Bastano a provare tutto? Ovviamente no. La conifera ritratta nelle due fotografie, infatti, non è la stessa. In una di queste si vede addirittura una radiografia, che sarebbe quella del ragazzo operato, ma qualcosa salta subito all’occhio: la CBC News dal Canada, ricordando che un buon giornalista ha il dovere prima di tutto di verificare la notizia, interpella botanici e radiologi. I primi affermano che una pianta non può crescere in un polmone umano. Il radiologo nota che la radiografia mostrata non è quella di un 28enne: le ossa presentano segni di mancata fusione tipici dello scheletro di un bambino. In poche parole, è tutta una bufala.

Un pesce d’aprile arrivato in ritardo? Nemmeno. E’ piuttosto un pesce d’aprile puntualissimo: la notizia è infatti apparsa sui media russi nel giorno che, per il calendario giuliano, corrisponde al nostro primo aprile.

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di Nico Falco
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