Salute e benessere / Salute

Commenta Stampa

Un batterio intestinale per curare l’Alzheimer


Un batterio intestinale per curare l’Alzheimer
03/06/2013, 17:30

BOLOGNA – Alcuni ricercatori italiani ipotizzano che la soluzione per curare il morbo di Alzhemeir sia risposta nell’intestino umano.

E’ il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne. La ricerca scaturisce dalla collaborazione di ricercatori del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità con quelli del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna.

Gli studiosi hanno potuto appurare come una singola dose di una tossina prodotta da un comune batterio insito all’interno dell’intestino (Escherichia coli), potesse avere effetti regressivi sui sintomi neuroinfiammatori di una malattia rara del neurosviluppo, la Sindrome di Rett.

Il CNF1, con questo nome è battezzata la tossina, ha avuto effetti benefici sui topi utilizzati nello studio facendo regredire i deficit cognitivi e stimolandone la plasticità cerebrale.

Tramite tale scoperta, i sintomi neuroinfiammatori che accomunano tutte le malattie neurodegenerative potrebbero trovare una soluzione e il rimedio potrebbe trovare applicazione anche nella lotta contro il morbo di Alzheimer, che risulta ancora impossibile curare.

Di certo ora si attenderà lo sviluppo di controprove che certifichino la bontà scientifica dello studio effettuato.

Commenta Stampa
di Felice Massimo de Falco
Riproduzione riservata ©