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Uno specialista internazionale per studiare le nanotecnlogie

Un "cervello in fuga" torna dal Mit per dirigere il Cen


Un 'cervello in fuga' torna dal Mit per dirigere il Cen
18/02/2010, 19:02

MILANO - Lui si chiama Francesco Stellaci ed è nato a Bitonto nel 1973. La storia segue il solito, triste copione di tutti i giovani talenti umiliati in Italia e giustamente valorizzati all'estero; il più delle volte in America. Dopo aver compreso che non avrebbe avuto modo di realizzare i suoi sogni nel suo paese d'origine, il dottor Stellaci è stato infatti costretto a partire per gli Usa; finendo a lavorare addirittura al Mit (che negli States la meritocrazia non è solo un pallido oggetto di propaganda elettorale).
Fortunatamente però, l'esperto in questione, nel frattempo insignito con ben 12 premi internazionali, non pare serbare rancore per la terra che l'ha partorito e poi abbandonato ed ha difatti deciso di tornare nel bel paese per dare il suo contributo allo sviluppo del neonato Cen di Milano.
Il Cen è un centro altamente specializzato e dotato di attrezzature tecniche d'avanguardia ed è costituito da 10 centri di ricerca lombardi; con alla testa l'istituto di nanotecnologie di Besta. L'obiettivo? E' quello di sviluppare nuove metodologie efficaci per la diagnosi, la cura ed anche la prevezione dei tumori, delle malattie cardiovascolari e di quelle neurologiche servendosi di nanostrutture.
Dopo aver studiato ed applicato le nanotecnologie nel quasi leggendario Mit, Stellaci ha dunque deciso di mettere la sua straordinaria esperienza al servizio del neonato Cen. Proprio il ricercatore ha ammesso infatti che, con l'apertura del centro lombardo:"si realizza un sogno che ho da più di 10 anni. La ricerca è una componente importante della società, uno dei motori dell'economia nel mondo sviluppato. Con il nostro lavoro speriamo di poter insegnare a tutto il sistema Italia come si fa ricerca al massimo livello. Questo centro ha iniziato nel modo migliore: stiamo già lavorando a un nuovo sistema di farmaci per il cancro al cervello, e contro il morbo della mucca pazza".
Come si legge sul Corriere della Sera, poi: "Il Cen non avrà una struttura fissa, ma si appoggerà ai laboratori del Campus Ifom-Ieo". Per tale motivo, dunque, non si dovranno sostenere costi fissi troppo elevati; riuscendo a garantire l'assunzione di nuovi ricercatori con il  danaro risparmiato. Stellaci ha voluto con se tre ricercatrici definitie"bravissime" e di nazionalità diversa: portoghese, tedesca ed italiana. Insieme lavoreranno su 4 linee di studio diverse. Tra queste due sono particolarmente affascinanti e facili da spiegare anche ai non addetti ai lavori. Il primo lavoro è infatti volto allo sviluppo di microparticelle che si muoveranno come minuscoli tir in grado di trasportare medicinali specifici direttamente nel fulcro della malattia. Il secondo filone, ugualmente molto interessante, è invece dedicato alla ricerca sui nanomateriali auto-assemblanti che fungeranno da veri e propri pezzi di ricambio rapidi per gli organi danneggiati.
Insomma un orizzonte positivo che nasconde almeno in parte oceani spesso torbidi e deprimenti; sempre in balia di tempeste nepotiste ed ondate anti-meritocratiche. Al dottor Stellaci e alle sue collaboratrici non possiamo che fare un enorme in bocca al lupo; augurandoci che aiutino questo spesso retrogrado paese ad eccellere in un settore importante come quello delle nano-tecnologie.

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di Germano Milite
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