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Il trend demonizzante che ha colpito internet 2.0

Un nuovo tormentone: la violenza nel mondo? Tutta colpa dei social network

Tra ignoranza e timore i potenti del mondo accusano il web

Un nuovo tormentone: la violenza nel mondo? Tutta colpa dei social network
09/08/2011, 20:08

Durante le scorse elezioni amministrative, con una campagna demonizzante e denigratoria che raggiunse ben presto punte incredibili di ridicolo, il Pdl consegnò la vittoria al candidato (sfavorito) del Pd, Giuliano Pisapia.
Su facebook comparverò ben presto pagine ironiche e satiriche che riprendevano con toni di scherno il cosiddetto "Effetto Pisapia" e, la pagina "E' tutta colpa di Pisapia", al momento sfiora i 70.000 iscritti. Un esempio, quello della rovinosa campagna elettorale del Pdl milanese, che ben riassume l'effetto boomerang che possono avere determinati attacchi strumentali, isterici e male argomentati verso persone, cose e idee.
Ultimamente, molti media tradizionali ed un numero indefinito di politici si stanno affannosamente (e goffamente) adoperando per lanciare sul web 2.0 una vera e propria campagna di demonizzazione. Dal ministro della Salute Ferruccio Fazio che ieri paventava i "danni devastanti alla psiche" procurati dall'eccessivo utilizzo dei pc, fino alla collega del Tg4 che in data odierna sosteneva il ruolo decisivo di Twitter nell'esplosione della rivolta violenta (e confusa) di Londra. E proprio oggi, anche il vicecomissario della polizia londinese,Steve Kavanagh, si è scagliato con decisione contro la (presunta) pericolosità dei social network:"I social media sono stati impiegati per organizzare questi livelli di criminalità e di avidità"; ha asserito il poliziotto; lasciando intuire che senza i nuovi mezzi di comunicazione nella capitale brittannica ora regnerebbe la pace sociale totale.
Eppure, come dovrebbero sapere tutti coloro che hanno frequentato almeno le scuole elementari, rivolte e rivolte violente esistono da quando esiste l'uomo e di certo non vengono fomentate dal web 2.0. Tanto per fare l'esempio più ovvio che viene in mente, durante una certa rivoluzione francese datata 1789, da quel che si sa, non esistevano telefoni, collegamenti ad internet e social media. Eppure la gente s'incazzava lo stesso e tagliava teste con grande facilità. Volendo andare meno indietro nel tempo, poi, basta ricordarsi dei drammatici G8 di Genova: era il 2001 e non esistevano né il demoniaco facebook, né il mefistofelico Twitter. L'organizzazione e la coordinazione delle manifestazioni passavano ancora tutte attraverso telefoni cellulari, lettere cartacee e, per i più all'avanguardia, caselle mail. Eppure, sempre andando a memoria, qualche episodio di violenza (soprattutto da parte delle forze dell'ordine) si è registrato.
E dunque, quanta miopia occorra per guardare il dito e non la luna in maniera così sistematica risulta difficile stabilirlo. A questo punto vien da pensar male. A questo punto vien da credere che, chiunque pensi che le violenze di Londra (condannabili ed inutili per le modalità con le quali sono state portate avanti)  siano esplose sul serio per colpa di Twitter, sia pagato da qualcuno per asserire una cosi marchiana idiozia o, in alternativa, sia così scadente come osservatore e comunicatore da dover pensare di cambiare mestiere.
A tal proposito risulta particolarmente calzante la metafora della" pulce sorda": un noto addestratore di pulci scommise con un amico che la sua pulce più robusta avrebbe potuto saltare sempre e comunque. Così staccò alla bestiola la prima delle 4  ele ordinò di saltare: la pulce saltò senza troppa fatica. Via anche la seconda zampa e di nuovo l'ordine di saltare: ancora una volta, l'animale monco ma ancora energico riuscii ad eseguire il comando. Terza zampa amputata e stesso ordine impartito: con un enorme sforzo la pulce riuscì a compiere un piccolo balzo. Ultima zampa tagliata via, ordine impartito e animale immobile ed agonizzante. L'addestratore si girò verso l'amico ed osservò:"La pulce è sicuramente diventata sorda".
E voi, quanti addestratori di pulci di questo tipo conoscete? Probabilmente, se sono così malvagi, è comunque tutta colpa dei social network. O no?

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di Germano Milite
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