Cyber, scienza e gossip / Motori

Commenta Stampa

Una Audi TTS da sola sul palcoscenico di Ginevra


Una Audi TTS da sola sul palcoscenico di Ginevra
05/03/2011, 18:03

Questa automobile è il risultato del progetto “Audi Urban Mobility” mirato a dimostrare che un’auto può compiere manovre in sicurezza anche senza conducente, e condotto presso il Volkswagen Group Automotive Innovation Laboratory (VAIL) di Palo Alto (California), con la partecipazione del Volkswagen Group Electronics Research Laboratory (ERL) e della Stanford University.

L’obiettivo della ricerca non è rendere superflui, in futuro, tanto il conducente, quanto il piacere di guida. Si è voluto, piuttosto, realizzare una profonda valutazione degli attuali e dei futuri sistemi tecnologici di assistenza alla guida. I risultati e le scoperte così realizzate serviranno alla Audi per migliorare ulteriormente l’esperienza al volante e la sicurezza dei veicoli, a favore delle future generazioni.

Le tecnologie mirate alla marcia autonoma delle vetture potrebbero, per esempio, aiutare gli automobilisti a risparmiare tempo, occupandosi in autonomia delle operazioni di routine, come la guida verso il proprio posto auto all’interno dei parcheggi.

Il veicolo su cui sono state applicate le tecnologie facenti parte dell’Audi Urban Mobility è sviluppato partendo da una normale TTS. Gli ingegneri Audi hanno scelto questo modello perché le tecnologie di serie, quali il comando dell’acceleratore by wire e il cambio S tronic a doppia frizione, sono già di per sé adatte all’interfaccia elettronica, che rende possibile la guida senza alcun intervento umano.

In questa speciale TTS, l’hardware di comando non è molto più complesso di quello che si può trovare in un normale laptop. Allo stato attuale due computer, collocati nel vano bagagli, si occupano della gestione del veicolo. Il primo tiene conto degli algoritmi legati alla sicurezza usando Real Time Java della Oracle (Java RTS). L’altro segue gli algoritmi dinamici. Questi ultimi permettono alla TTS di rispondere in modo superbo su diverse superfici al variare della velocità e nelle più diverse condizioni. Il GPS differenziale montato a bordo permette di mantenere l’auto a non più di 2 centimetri dalla ideale linea di mezzeria.

Nel settembre dello scorso anno, questo prototipo ha completato la salita della leggendaria gara di Pikes Peak (USA), lunga 20 km e composta da asfalto e ghiaia, senza alcun intervento umano.

Il progetto ha richiesto lo sviluppo di software in grado di riprodurre le decisioni fulminee e le altrettanto rapide manovre con cui i piloti professionisti dei rally affrontano le strade più difficili. Molte delle tecnologie che oggi sono comuni nella gamma Audi derivano dalle competizioni; questo perché lo sport è un banco di prova estremo per tutto ciò che è nuovo, ed è ottimo per testarne i limiti prima di adattarlo a un uso normale.

Audi Urban Mobility: i partner e il loro ruolo

Volkswagen Group Electronics Research Laboratory (ERL)
Ruolo: convertire il veicolo al drive-by-wire, sviluppando un’architettura affidabile e autonoma. Implementare gli algoritmi di controllo programmati alla Stanford University sul sistema sviluppato insieme a Sun MicroSystems.

Stanford University Dynamics Design Lab (SDDL) as one of the member laboratories of the “Volkswagen Group Automotive Innovation Laboratory” (VAIL)
Ruolo: sviluppare gli algoritmi di controllo che permettono al veicolo di mantenere inalterate le qualità dinamiche al variare delle condizioni del fondo stradale e della velocità.

Oracle Corporation
Ruolo: messa a punto dell’hardware capace di far lavorare in tempo reale gli algoritmi creati alla Stanford University. Sviluppo delle struttura che permette a Real Time Java (Java RTS) di comunicare con il cablaggio CAN e il sistema di guida autonoma

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.