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La nua cura brevettata da Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica

Un'iniezione e l'osso danneggiato torna come nuovo


Un'iniezione e l'osso danneggiato torna come nuovo
02/03/2010, 20:03

NAPOLI - E' di ideazione e brevettazione partenopea il nuovo e rivoluzionario materiale composito  iniettabile direttamente nelle ossa danneggiate per ripararle in maniera molto più efficace e rapida. La ricerca è stata condotta dalla Imcb-Cnr di Napoli e brevettanta presso la Finceramica. Dopo diversi anni di studi e sperimentazioni, sarà possibile apportare iniezioni specifiche per "riparare" le ossa dannegiate e trattare con un nuovo metodo ultramoderno non solo i danni causati da traumi al sistema scheletrico ma, in aggiunta, quelli prodotti dall'osteoporosi.
Un ruolo importante nello sviluppo lo ha avuto anche la Finceramica di Faenza S.p.a; società spin-off dall'Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza che dovrà preoccuparsi di curare l'eventuale e futura diffusione industriale del nuovo brevetto depositato presso la propria sede. A chiarire meglio all'Ansa le caratteristiche del nuovo materiale ottenuto è Luigi Ambrosio dell'Imcb-Cnr:"Il dispositivo, costituito da un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile è iniettabile mediante tecniche chirurgiche o vie d'accesso anatomiche mini invasive.
La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione. Una volta riassorbito, infatti, il materiale promuove il processo di rigenerazione del tessuto osseo, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici demolitivi".
La vera e rivoluzionaria novità, spiega ancora Abrosino, riguarda il fatto che "tale materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perché fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti".
Il polimero eviterebbe poi altri effetti collaterali come allergie e rigetti ed essendo "biomimetico" è dunque in grado di replicare alla perfezione sia la struttura chimica che quella strutturale dell'osso naturale. Riguardo la sua utilizzabilità specifica, Abrosio chiarisce che sarebbe possibile adoperarlo per "tutte le patologie del sistema scheletrico: dalle più comuni legate all'età, quali osteoporosi, artrosi e artriti, alle più gravi, quali sarcomi e cisti ossee".
Tutto è quindi pronto per la realizzazione dei primi prototipi e per le sperimentazioni pre-cliniche sui vari volontari. Se queste prime fasi saranno superate con successo, si potrà aprire concretamente la possibilità della produzione e distribuzione industriale del nuovo prodotto medico.

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di Germano Milite
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