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USA: AUMENTANO I PARTI CESAREI ANTICIPATI, MA A SCAPITO DELLA SALUTE DEL NASCITURO


USA: AUMENTANO I PARTI CESAREI ANTICIPATI, MA A SCAPITO DELLA SALUTE DEL NASCITURO
09/01/2009, 11:01

L'Università dell'Alabama ha effettuato una ricerca su oltre 12 mila casi di parto cesareo, avvenuti negli Stati Uniti, anticipati - per volontà della madre - rispetto alle 45 settimane di gestazione per un parto naturale. E ha scoperto che sono sempre di più le madri che lo anticipano anche di un mese e mezzo, arrivando a richiederlo alla 39esima settimana. Ma questa scelta, che viene fatta per comodità (nelle ultime settimane, definire "disagio" quello che prova una donna incinta è un eufemismo) delle madri, crea un problema, perchè comunque siamo in una fase il cui il feto è ancora in fase di sviluppo. Infatti le linee standard consigliano di non anticiparlo mai a prima della 40esima settimana. Sono pochi giorni di differenza, ma giorni determinanti per la salute del piccolo.

Il problema è che sempre più spesso le donne sono costrette ad anticipare il parto cesareo perchè devono tornare al lavoro, non avendo tutele sociali neanche in quel periodo. Cioè una donna, se non ha un datore di lavoro di buon cuore, deve lavorare fino all'ultimo momento utile. Allora, anticipando il parto con il cesareo, si ottiene che, al prezzo di una operazione che è di solito compresa nelle normali polizze mediche di base (negli USA non c'è una sanità pubblica degna di questo nome, ma un sistema di assicurazioni private, per cui si paga una rata e in cambio la società assicurativa ti garantisce alcune tipologie di prestazione medica; e più paghi, più cose sono comprese) e di un ricovero di pochi giorni, si può tornare al lavoro in salute e senza il rischio di perdere il posto. Un esempio dei lati negativi della privatizzazione della sanità.

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di Antonio Rispoli
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