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“Vuoi il lavoro? Dammi la tua password di facebook”

Usa, colloqui di lavoro solo con accesso a Facebook


Usa, colloqui di lavoro solo con accesso a Facebook
22/03/2012, 18:03

USA – Incredibile a dirsi: alcune aziende statunitensi, durante il colloquio per la selezione del personale, chiedono le credenziali di accesso al social network face book.
A lanciare l’allarme è l'American Civil Liberties Union, che segnala come questo approccio sia ormai diffuso. Servirebbe per guardare il mondo dagli occhi dell'utente/aspirante, e capire di più sulla persona che si sta valutando. Forse però, a molti non è ben chiaro che richiedere la password di facebook è una chiara invasione nella privacy personale. Se si tratti di una violazione specifica è ancora da valutare, di certo è qualcosa che difficilmente può rientrare tra le informazioni obbligatorie da fornire per un candidato.
Certo, potrebbe non trattarsi di una violazione della privacy ma se così fosse, sarebbe sicuramente in contrasto con i termini di servizio di Facebook, che chiede espressamente all'utente di non comunicare a nessuno le credenziali di accesso personali. Il che porta ad un altro aspetto legale della vicenda, ovvero il reato federale configurato dall'accesso ai social network attraverso profili altrui, infrazione riconosciuta dal Dipartimento di Giustizia americano. E non importa se le informazioni vengono richieste per verificare il comportamento legale del candidato o per ricostruire un curriculum più dettagliato.
Quella dell'Aclu è una posizione piuttosto chiara: il tipo di richiesta in questione tocca la sfera personale dell'individuo. Ma le aziende che richiedono le credenziali difendono l'approccio con motivazioni tecniche, dichiarando che la visione interna del profilo serve a verificare la presenza di comportamenti illegali, immagini inappropriate, relazioni con minori, e anche per verificare come il candidato si rapporta al lavoro sul social network, se parla male di colleghi e superiori, se evita il lavoro. Insomma se la socialità dell'individuo è in contrasto con le linee dell'azienda. Richieste che al di là del merito, lasciano ampi spazi di discussione e polemica. E che probabilmente hanno a che fare con la sfera legale. Ed è chiaro che se la richiesta è mascherata dalla clausola di volontarietà, questa volontarietà è facilmente configurabile come coercizione, nel momento in cui chi fornisce dati sensibili lo fa perché ha bisogno di un lavoro.

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di Erika Noschese
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