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VENTO DEL SUD: IN FAVORE DEL PANE


VENTO DEL SUD: IN FAVORE DEL PANE
09/07/2008, 12:07

Nel nostro Paese il pane ha un elevato valore simbolico e il suo nome evoca famiglia, tradizione, lavoro, religione.

L’arte del panificatore è uno dei tanti vanti nazionali. Religione che vai, pane che trovi: più di 250 tipi diversi, ognuno con una storia, prodotti da oltre 25.000 panificatori artigiani che lo producono; supportati da oltre 5.000 panetterie che lo vendono: un settore con almeno centomila addetti.
Un alimento considerato indispensabile, tanto che è difficile trovare una tavola dove il pane non accompagni i pasti. Un valore universale da salvaguardare soprattutto nella sua qualità perché elemento essenziale di una corretta alimentazione e di importante valore nutrizionale. Un cibo da amare e da rispettare, tanto essenziale nella vita dei popoli che i governanti lo hanno sempre tenuto in debita considerazione – sin dall’antica Roma, dove vigeva il famigerato “panem et circenses” – ed è divenuto cardine di tante espressioni della lingua quotidiana.
Assume, perciò, una particolare criticità il continuo impennarsi del prezzo ed il consistente calo del consumo del prezioso alimento. Non troppi anni or sono si consumavano circa tre etti giornalieri a persona, oggi solo 120 – 130 grammi e nei primi tre mesi del 2008 il consumo è crollato al minimo storico con un ulteriore calo del 5,5%. Il pane è diventato quasi un prodotto di “lusso” e l’impatto sociale, soprattutto nei confronti delle classi sociali più deboli, è devastante.
Lo Stato, però, sembra disinteressarsi del grave problema. Eppure agli inizi degli anni ’80 il prezzo del pane di largo consumo era calmierato e la vendita di quel tipo, il più comune ed economico, superava il 40%. E’ improponibile pensare ad un’azione del Governo per riportare il pane al giusto ruolo che gli compete attraverso una forte azione di controllo sui prezzi. Ripensando anche all’ipotesi della reintroduzione di un prezzo regolamentato per alcune varietà, ridando anche certezza al potere di acquisto di tanti italiani, soprattutto dei ceti più poveri?
E’ nostalgico recuperare il “culto” del pane che i nostri nonni hanno tramandato ai nostri genitori, ormai smarrito negli anni insieme a tanti altri valori tradizionali, travolti dal vortice della modernità a tutti i costi?
Ad ognuno il suo compito. Vento del Sud, che già si è schierato a fianco dei panificatori in lotta per salvaguardare il pane tradizionale e il loro lavoro, mortificato dal malgoverno di enti locali e governi nazionali che con leggi ingiuste hanno tentato di distruggere il lavoro dei panificatori, dando spazio al pane congelato delle multinazionali, vuole dare il proprio modesto contributo ricordando una preghiera che nel deprecato Ventennio proprio Benito Mussolini scrisse in onore del pane:
“Amate il pane/ cuore della casa/ profumo della mensa/ gioia del focolare.
Onorate il pane/ gloria dei campi/ fragranza della terra/ festa della vita.
Rispettate il pane/ sudore della fronte/ orgoglio del lavoro/ poema di sacrificio.
Non sciupate il pane/ ricchezza della patria/ il più sacro premio/ alla salute umana”.
 

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di Redazione
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