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Roccia terrestre simile a roccia marziana

Vernice nel deserto potrebbe rivelare la vita su Marte

Il Pianeta rossi potrebbe ospitare o aver ospitato la vita

Vernice nel deserto potrebbe rivelare la vita su Marte
08/08/2012, 19:39

WASHINGTON - Alcuni scienziati hanno scoperto che la patina che ricopre alcuni campioni di roccia terrestre, del tutto simili nell'aspetto a rocce marziane, potrebbe essersi originata dalla morte di miliardi di microrganismi. Se trovata su Marte, quindi, potrebbe essere il segno che il Pianeta Rosso ha ospitato o addirittura ospita la vita. La principale ipotesi sulla formazione di questa “laccatura” della roccia, chiamata “vernice del deserto”, uno strato scuro tendente al nero che riveste anche alcune formazioni rocciose terrestri, prevede che alcuni microrganismi, dopo la morte, abbiano ceduto parte del loro manganese per formare, assieme ad alcuni minerali argillosi, una patina spessa qualche millesimo di millimetro. “Ogni forma di vita terrestre ha bisogno di manganese per eseguire molte funzioni biologiche”, spiega Barry E. DiGregorio, co-autore della ricerca e professore alla University of Buckingham. DiGregorio e il suo team hanno recentemente pubblicato sulla rivista “Geomorphology” uno studio sulla formazione della vernice del deserto nelle condizioni ambientali di alcuni fiumi nordamericani. “I microrganismi coinvolti nella formazione di questa vernice rocciosa a base di manganese, osservati in alcuni dei campioni che abbiamo esaminato, assorbono - ha detto - questo elemento dalla polvere atmosferica, dal vapore acqueo e da altre forme di precipitazioni, tutte presenti anche su Marte”. Se la sonda Curiosity, appena approdata su Marte, dovesse imbattersi in una roccia ricoperta da una laccatura a base di manganese, potrebbe essere un forte segnale della presenza passata di batteri o funghi: Di Gregorio ha infatti dimostrato che questo genere di patine sono quasi sempre di natura biologica, sulla Terra, ed è possibile che lo stesso valga anche per Marte. Il team di ricerca ha utilizzato il microscopio elettronico a scansione Dual-Beam Focused Ion Beam, capace di ingrandire fino a 500.000 volte il campione osservato per rendere accessibili dettagli di qualche nanometro di dimensione. I campioni di origine terrestre hanno mostrato la presenza di strutture simili, per forma e dimensioni, a funghi e batteri, oltre che piccole alghe monocellulari chiamate diatomee. Secondo i ricercatori, queste strutture sarebbero i resti disseccati dei microrganismi che hanno contribuito alla formazione della pellicola scura che ricopre la roccia. “Curiosity è atterrato su una zona alluvionale nel cratere di Gale. I conoidi alluvionali terrestri sono noti per le loro pellicole straordinariamente ricche di manganese osservabili dalle immagini aeree o da satelliti come LANDSAT. Tuttavia, su Marte i conoidi alluvionali potrebbero essere ricoperti da uno strato sottile di polvere, per cui sarà necessario rimuoverla per esporre ogni eventuale vernice del deserto ricca di manganese. I conoidi alluvionali del cratere Gale sono il sito di atterraggio perfetto per cercare tracce di vernice di roccia ricca di manganese. Credo che sia l'area ideale per cercare la prova di vita presente o passata. Se le pellicole di manganese dovessero essere confermate anche su Marte, cosa che ritengo possibile, vorrà dire che Marte potrebbe ospitare microrganismi ancora oggi" ha concluso DiGregorio.

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di Valerio Esca
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