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Vespami: il moto club degli appassionati di un mito


Vespami: il moto club degli appassionati di un mito
16/04/2009, 14:04

Dal 23 aprile 1946, anno in cui l’ingegnere Corradino D’Ascanio deposita il brevetto, ai giorni d’oggi, le piccole ruote della Vespa hanno percorso tantissima strada, e sono innumerevoli le storie, le avventure, che la riguardano, ed in tutto il mondo sono sorti dei templi d’adorazione per il veicolo che ha motorizzato l’Italia, e non solo. Ruote piccole in grado di portare lontano, e a Sant’Antimo, alle porte di Napoli, ha sede il moto club Vespami, nato nel 2007 per aggregare chi da quel mito è rimasto stregato: “ Siamo cento soci – dice il vicepresidente Salvatore Caruso – uniti dalla stessa viscerale passione. Il nome deriva dalla combinazione di due espressioni, ed è una dichiarazione d’amore, una dimostrazione d’affetto verso il nostro oggetto del desiderio. La Vespa è stata attrice della storia italiana, e come nessun altra ha saputo coinvolgere motociclisti da ogni parte del mondo, al punto che chiunque ne possegga una, si sente parte integrante di una grande famiglia”. Una leggenda che ha radici lontane, che Caruso racconta in breve: “ All' epoca della seconda guerra mondiale - ricorda - l'ingegnere Enrico Piaggio dirigeva i grandi stabilimenti aeronautici di Pontedera, che furono ridotti ad un cumulo di macerie alla fine del conflitto, con i macchinari smobilitati durante la ritirata tedesca. In un contesto sociale ed economico completamente dissestato le difficoltà erano tante. Priorità divennero la riorganizzazione, la ricerca di materie prime, d’energia, di forza lavoro qualificata e di vie di comunicazione. In risposta a queste esigenze, Piaggio riavviò la produzione con un progetto di un veicolo utilitario a due ruote, dal pratico impiego, dal costo e dai consumi limitati. L'ingegnere, il suo fidato progettista Corradino D’Ascanio ed il disegnatore Mario Deste idearono una soluzione innovativa e rivoluzionaria per i tempi; un mezzo agevolmente accessibile, con una confortevole posizione seduta, razionale e facilmente manovrabile, dotato di un motore compatto, un cambio semplice in linea, un telaio con scocca portante, robusto ma leggero. Nell'aprile del 1946 nell'ufficio brevetti del Ministero dell'Industria e del Commercio di Firenze venne depositato della Piaggio & Co. s.p.a. il brevetto di una motocicletta a complesso razionale d’organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica. Il nome nasce dall’esclamazione d’Enrico alla vista degli schizzi del progetto". Il Vespami è impegnato anche nella scoperta dei paesaggi campani in sella alla due ruote più diffusa al mondo: “Assecondiamo – dice Caruso – la vocazione del mezzo, che permette di ammirare le bellezze paesaggistiche in assoluto relax. Siamo affiliati da tre anni alla Fmi, ed Il prossimo raduno che ci vedrà protagonisti sarà il 24 maggio sul Circuito Internazionale Napoli, in occasione della seconda edizione del Fashion Motor Event”

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di Alfredo Di Costanzo
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