CYBER, SCIENZA E GOSSIP - Scienza

IL PROSSIMO STEP PREVEDE 502 GIORNI DI ISOLAMENTO

Viaggio su Marte: Terminata la prima simulazione

15/07/2009, ore 18:16 - 

Sono usciti dall’astronave i sei volontari che hanno partecipato alla prova di simulazione di un viaggio su Marte. Ben 105 giorni trascorsi nella struttura in tutto è per tutto uguale ad una nave spaziale per portare a termine la missione “Mars 500”. L’astronave consisteva in un insieme di moduli collegati fra loro all’interno dell’Istituto Russo per i Problemi Biomedici (Ibmp) dell’accademia russa delle scienze. L’esperimento realizzato dall'Agenzia Spaziale Europea è per ora concentrato allo studio dei 105 giorni di stress accumulati in questa singolare situazione.

Un’esperienza indimenticabile per i quattro volontari russi (il comandante dell'equipaggio, Sergei Ryazansky, cosmonauta, i medici Oleg Artemyez e Alexei Baranove e lo psicologo Alexei Shpakov), ed i due europei ( l'ingegnere meccanico tedesco Oliver Knickel e il pilota civile francese Cyrille Fournier). Per ora la situazione sembra tranquilla, la fama guadagnata per i soli 105 giorni di isolamento dal mondo è sufficiente e può bastare. I 6 volontari non sembrano molto convinti nell’affrontare il secondo step, quello che prevede una permanenza in isolamento per 520 giorni: il tempo necessario per giungere su Marte, effettuare una missione e ritornare sul pianeta Terra.

Ma di spedizione umana sul pianeta rosso si parla già da molto tempo, la data prevista è quella del 2036. Attualmente ci sono difficoltà tecniche da affrontare. La prima è trovare una struttura capace di ospitare 6 persone in grado di poter trasportare tutto il materiale utile alla ricerca sul pianeta rosso. La seconda prova da superare è quella della velocità e dell’impiego di carburante, e ossigeno per gli umani che vi si trovano sopra. Inoltre, non è ancora dimostrato quanto possa resister il corpo umano alle radiazioni costanti ed alla mancanza di gravità per un periodo lungo almeno 500 giorni. L’italia si sta proponendo come soggetto capofila per questa spedizione, ma non è ancora chiara l’utilità di varcare il suolo marziano. Già le sonde-rover Opportunity e Spirit, hanno svolto un lavoro efficace, regalandoci le visuali del pianeta rosso ognuna da posizioni diverse. Capire se c’è acqua su Marte o se c’è vita potrebbe tenerci in allerta per evitare che la terra faccia la stessa fine del pianeta rosso e sabbioso, ma come tutti ben sappiamo il sistema solare terminerà la sua corsa fra qualche miliardo di anni. Troppo lungimiranti questi scienziati
 

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