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VIOLENZA SESSUALE: COS'E' LA CASTRAZIONE CHIMICA


VIOLENZA SESSUALE: COS'E' LA CASTRAZIONE CHIMICA
27/01/2009, 19:01

In Italia è iniziato a metà degli anni '90 il dibattito sulla castrazione chimica, basata sull'uso di farmaci che bloccano gli ormoni sessuali maschili e tesa a contrastare reati a sfondo sessuale, come stupri e pedofilia. Si tratta di una castrazione non definitiva provocata da farmaci a base di ormoni. Farmaci di questo tipo, come il ciproterone, sono analoghi dell'ormone maschile testosterone e vengono utilizzati anche nella cura di alcuni tumori. Si legano ai recettori del testosterone e in questo modo impediscono all'ormone maschile di attivarsi, neutralizzandolo. In pratica, il testosterone viene bloccato proprio come accade in una castrazione fisica, ma perché l'effetto della castrazione chimica possa essere duraturo l'individuo dovrebbe assumere queste sostanze per molto tempo per mezzo di sistemi di somministrazione permanenti, come quelli a lento rilascio sottopelle. Il primo a chiedere la castrazione chimica è stato nel febbraio 1997 a Milano, Orlando Dossena, 42 anni, accusato di una quarantina di violenze sessuali e tentativi di violenza. Nel gennaio 1998 è stato presentato il primo progetto di legge sull'autocastrazione chimica. Nel 2003 si è espresso in materia il Comitato Nazionale di Bioetica, in un documento che rifiutava trattamenti sanitari obbligatori nei pedofili e castrazione chimica. Approvata da alcuni Stati americani, la castrazione chimica è adottata oggi in Svezia, Danimarca, Canada, Gran Bretagna e Spagna.

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di Redazione
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