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presentato un ddl per diminuire gli sprechi di vetro

"Vuoto a rendere" :grazie a un disegno di legge potrà tornare


'Vuoto a rendere' :grazie a un disegno di legge potrà tornare
03/12/2009, 21:12

ROMA - “Vuoto a rendere” tanti anni fa era una frase molto diffusa. Significava che si dava indietro una bottiglia di vetro vuota e si riceveva un corrispettivo in denaro. L’idea di reintrodurre questa semplice regola anti-srpechi è contenuta in un disegno di legge proposto in questi giorni alla Camera dei deputati. L’idea prende le mosse da un progetto già attivo sul territorio trevigiano per il riciclaggio delle bottiglie di vetro. Si chiama “Vetro indietro” l’iniziativa che coinvolge più di 30 esercizi tra bar e ristoranti, ai quali sono stati consegnati, in base alle esigenze e alla disponibilità di spazi, contenitori carrellati della volumetria di 240 litri in numero variabile. Alla consegna del kit, i soggetti aderenti hanno sottoscritto un protocollo d’intesa nel quale sono descritte le finalità del progetto, la durata e gli impegni da mantenere dalle parti. Ogni contenitore per la raccolta è personalizzato con il logo dell’iniziativa e con un codice a barre identificativo che consente il monitoraggio della produzione dei singoli partecipanti.
Al termine della fase operativa sperimentale, previsto per dicembre 2009, sarà valutata l’effettiva riduzione in quantità di vetro e il conseguente vantaggio economico e ambientale, quantificando la relativa riduzione in tariffa che verrebbe applicata nel caso di attivazione di un sistema di vuoto a rendere, ad incentivo dell’iniziativa.
L’obiettivo del provvedimento è quello di reintrodurre l’utilizzo di contenitori in vetro “a rendere”, in particolare per le bevande destinate al canale Horeca (il settore dell'industria alberghiera e delle imprese che preparano e servono alimenti e bevande, ristoranti, bar, caffè), attraverso la creazione di vere e proprie filiere di recupero degli imballaggi, la realizzazione di sistemi di cauzioni più moderni, ma soprattutto l’incentivo, per i soggetti aderenti, di sgravi fiscali sulla Tarsu e dilazioni di pagamento dell’Iva.
Un progetto che, sottolineano i promotori, consentirebbe inoltre all’Italia di adeguarsi progressivamente agli standard europei, dove il vuoto a rendere e’ una realtà ormai da tempo consolidata.

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di Mario Aurilia
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