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Webinos, piattaforma open source per l’utilizzo di applicazioni per il web mobile sui device


Webinos, piattaforma open source per l’utilizzo di applicazioni per il web mobile sui device
11/10/2012, 14:53

Esperti del BMW Group Research and Technology stanno sviluppando, nell’ambito del progetto di ricerca “webinos”, una piattaforma open source per l’utilizzo di applicazioni per il web mobile sui device

Monaco. Nell’attuale società moderna siamo sempre online. Un mondo senza social network sarebbe quasi inconcepibile, mentre l’utilizzo delle app è ormai parte integrante dei nostri stili di vita digitali. Ora, ogni dispositivo ci permette l’utilizzo dei servizi web, siano essi smartphone, PC di casa, televisione o unità con cuffie a bordo di un’auto. Tuttavia, questi strumenti non sono ancora in grado di interagire tra di loro per scambiare informazioni. E’ proprio qui che entra in gioco il progetto “webinos” finanziato dall’UE, teso a sviluppare e a standardizzare una piattaforma “open source” per un’applicazione web and browser based che permetta un utilizzo congiunto e senza vincoli di eterogenei CE device. Trenta partner provenienti dall’industria automobilistica, IT e Telecomunicazioni, nonché da numerosi istituti di ricerca, hanno unito le forze per questo obiettivo comune. Il progetto di ricerca, che è stato finanziato dalla Commissione Europea come parte del suo Settimo “Framework Programme”, è stato lanciato a settembre 2010 e proseguirà fino ad agosto 2013. Un primo prototipo automobilistico verrà esposto in occasione della fiera dedicata all’Information Technology “Communication World” che si svolgerà a Monaco dal 9 al 10 ottobre 2012.

Cloud computing come modello

Il cloud computing ha ispirato il progetto “webinos”. Il World Wide Web offre già un esempio importante di come documenti e informazioni possono essere scambiati attraverso i vari device grazie all’utilizzo di standard “open source”. “Webinos” adatta lo stesso approccio alle applicazioni. Creando “add-on” (componenti aggiuntive) studiate ad hoc per il browser e definendo idonei standard di comunicazione, “webinos” è la dimostrazione di come il browser possa evolversi sempre di più in una piattaforma condivisa di applicazioni web. Il lavoro di ricerca si sta concentrando sullo sviluppo sia di meccanismi di comunicazione tra i device sia di interfacce del browser necessarie per le applicazioni web.

La tecnologia “webinos”

Per garantire uno scambio di dati sicuro, “webinos” punta sulla strategia delle “personal zones”. Una “personal zone” include tutti i dispositivi dell’utente e si basa su un hub che funziona come una sorta di centralina telefonica. Il sistema riconosce dove si trovano i singoli dispositivi, quali applicazioni sono installate su ognuno ed anche quali servizi è in grado di gestire. Gli utenti possono configurare e adattare la propria “personal zone” su uno speciale website. Le impostazioni sulla privacy mirano ad assicurare che le applicazioni possano utilizzare soltanto dati e servizi abilitati. Un browser come Mozilla Firefox o Google Chrome può essere utilizzato per gestire applicazioni abilitate per “webinos”. Le applicazioni web possono accedere ai servizi all’interno della “personal zone” grazie ad uno speciale add-on per il browser. La nuova interfaccia prosegue il trend, iniziato con l’HTML5, di utilizzare il browser come una piattaforma per applicazioni.

Nel progetto di ricerca “webinos”, 22 componenti differenti sono state sviluppate per poter accedere alle funzioni del dispositivo. Queste comprendono sia funzioni universali sia alcune specifiche degli smartphone, dei PC, delle TV e dei dispositivi di bordo di un veicolo che sono stati studiati nel progetto “webinos”. Per l’integrazione a bordo, il Vehicle API (che permette l’accesso ai dati specifici del veicolo), il Geolocation API (che può essere utilizzato per ottenere dati sulla velocità e sull’ubicazione GPS) e il Device Orientation API (che contiene dati sull’accelerazione sia laterale sia lineare) rappresentano i componenti più rilevanti. Il Geolocation API e il Device Orientation API sono standard del World Wide Web Consortium (W3W). Moltissimi dati possono essere resi disponibili con l’aiuto di questi tre pacchetti. Ciò rende possibile accedere a informazioni relative ai sensori per il parcheggio, alla velocità media e ai consumi di carburante, nonché alla regolazione delle luci e dei tergicristalli; è anche possibile inviare informazioni alla marcia che si sta utilizzando. I clienti potrebbero utilizzare le applicazioni abilitate “webinos” per verificare, sul proprio smartphone o TV il livello del carburante nel veicolo. Viceversa, la tecnologia rende anche possibile accedere, dall’interno della propria vettura, alla library sullo smartphone o sul PC.

Il primo prototipo automobilistico mostra il computer di bordo browser based ed il programmatore di viaggio in rete

Nel prototipo di ricerca esposto alla fiera “Communication World”, il display completo del computer di bordo appare nel browser con l’HTML5 e gli add-on “webinos”. Grazie alle nuove interfacce nel “webinos”, la funzione di controllo delle distanze in parcheggio può essere visualizzata anche sul browser.

Gli utenti possono gestire gli elementi che a loro interessano di più per il viaggio con l’aiuto delle applicazioni web “webinos travel”. Il viaggio può essere programmato sullo smartphone, sul tablet o sul PC di casa. Il giorno della partenza, i punti di sosta programmati sono pronti per essere selezionati nel veicolo, o possono essere inviati dallo smartphone direttamente al sistema di navigazione come la destinazione del viaggio. Non è possibile guidare fino in fondo alla destinazione; quest’ultima comparirà sullo smartphone per la “navigation on foot” dell’ultimo miglio.

BMW Forschung und Technik GmbH è una sussidiaria al 100% del BMW Group e, fin dal 2003, è responsabile delle seguenti aree di ricerca: Tecnologia del Veicolo, EfficientDynamics Drivetrain Research, ConnectedDrive (assistenza al guidatore / sicurezza attiva) e ITDrive (architettura IT e tecnologia delle comunicazioni). La sua autonomia legale come società a responsabilità limitata assicura lo spazio per lo sviluppo e per la massima flessibilità. L’accesso globale a trend e a tecnologie viene assicurato da una rete internazionale con sedi di supporto a Mountain View e a Clemson (USA), nonché uffici di collegamento con EURECOM (Sophia Antipolis, Francia) ed il Centro tedesco di ricerche per l’intelligenza artificiale (CFKI GmbH, Saarbrücken).


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di Redazione
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