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Fu il suo 104esimo e ultimo viaggio

Wojtyla, 8 anni fa l'ultimo viaggio a Lourdes

Era malato, non era più "L'atleta di Dio"

Wojtyla, 8 anni fa l'ultimo viaggio a Lourdes
14/08/2012, 17:46

CITTA’ DEL VATICANO - Esattamente otto anni fa Giovanni Paolo II ha compiuto il suo 104esimo e ultimo viaggio all'estero scegliendo Lourdes come meta, nel segno del totale affidamento alla Vergine Maria. Un pellegrinaggio personale, come aveva voluto ricordare fin dall'inizio della sua visita. “Malato tra i malati, pellegrino tra i pellegrini, l'anziano Pontefice è apparso come l'icona vivente della sofferenza e della preghiera”, scrisse l’inviato di Avvenire, Luigi Geninazzi. Il Papa sembrava in estasi quando si è raccolto davanti alla statua della Madonna incastonata nella pietra calcarea della Grotta, per l'ultima silenziosa preghiera prima di lasciare Lourdes. Il suo volto, rigato dagli affanni dell'età e della malattia, era come trasfigurato. Non era più “l'atleta di Dio”, come veniva descritto all'inizio del suo Pontificato. Ma la sua tenacia, la sua volontà indomita suscitarono l'ammirazione della grande folla di fedeli presenti a Ferragosto nel santuario mariano dei Pirenei. Giovanni Paolo II ha parlato loro, a volte con fatica, sostenuto dagli incoraggiamenti della folla. Ha pregato “la Donna dei dolori, la Madre dei viventi” portando ai piedi della Grotta “le suppliche del mondo intero”. Ha invocato la pace, il bene più prezioso che è assente in gran parte del globo e, quel ch’è peggio, anche in molti cuori. Ma il suo è stato un messaggio d'ottimismo. “Il male e la morte non avranno l'ultima parola! Maria ce lo conferma”, ha proclamato ai fedeli riuniti per la solenne celebrazione sulla Prairie. Un messaggio che, nel giorno dell'Assunzione e nell'anniversario del dogma dell'Immacolata Concezione, non poteva che mettere al centro la figura femminile. Alle donne il Papa ha affidato “il compito di essere sentinelle dell'Invisibile”. Un messaggio di vita, che dev'essere “rispettata dal concepimento sino alla sua fine naturale”, ha ricordato tra grandi applausi. Un messaggio di libertà e di speranza, un vero e proprio testamento spirituale del grande Papa polacco, che si è spento appena sei mesi dopo ed è stato beatificato da Benedetto XVI a sei anni dalla morte.

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di Valerio Esca
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