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Firmato contrato valido fino al 2012

Yuotube sigla accordo con Siae per diritti streaming


Yuotube sigla accordo con Siae per diritti streaming
28/07/2010, 17:07

NAPOLI - E alla fine Youtube ha ceduto alle pressioni della società italiana degli autori ed editori (Siae) firmando un contratto particolare che, nel corso di tre anni, fornirà un lauto compenso agli autori dei video presenti sul noto portale di proprietà di google.
L'ammontare totale della cifra pattuita che sarà versata alla Siae, come conferma un portavoce di google, è "informazione riservata" ma " non avrà alduna ricaduta sugli utenti". Le modalità dell'intesa appena raggiunta, anche se le cifre non sono state rese note, sembrano piuttosto chiare e dal "tubo" si precisa infatti che "per YouTube il valore dell'accordo è quello di rispettare i diritti degli autori. Chi è il proprietario dei diritti della musica di un video su YouTube riceverà un compenso". I promotori del patto economico, oltre ad assicurare che per gli utenti non ci sarà alcun tipo di nuovo costo da dover sopportare, hanno però anticipato che, a seguito dello stesso, all'interno di tutti i video caricati sul portale e protetti dal copyright Siae saranno inseriti degli spot pubblicitari.
In pratica, dunque, la pubblicità che ora infesta la tv finirà anche su internet per garantire ricavi aggiuntivi sia ai proprietari di youtube che ai titolari dei diritti d'autore. Questi accordi con le case discografiche, precisano da google, sono stati presi anche in numerosi altri paesi (Repubblica Ceca, Inghilterra, Paesi Bassi, Iranda e presto anche Spagna) ed hanno permesso la diffusione di numerosi video (10.000 solo in Gran Bretagna) precedentemente bloccati a causa del mancato pagamento delle royalties.
Intanto, la Federazione dell'Industria Muiscale Italiana (FIMI) ha diffuso in una nota i ricavi netti delle varie case discografiche italiane che, tra il 2007 ed i primi sei mesi del 2010, hanno ottenuto oltre 5 milioni di euro; registrando un incremento del 27% dei proventi nell'ultimo semestre. Le cifre calcolate, precisano dalla FIMI, derivano in via esclusiva dal file sharing musicale che, nel nostro paese, interessa circa il 34% degli utenti ed è destinato a salire vertiginosamente nei prossimi anni.

Fonte: Reuters

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di Redazione
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