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Violate le sentenze della Corte Suprema di Gerusalemme

70 eritrei respinti da Israele, in balia dei predoni del deserto


70 eritrei respinti da Israele, in balia dei predoni del deserto
09/06/2012, 15:06

TEL AVIV (ISRAELE) - Secondo alcune informazioni diffuse da gruppi di eritrei in Israele e Gran Bretagna, ci sono in questo momento una settantina di persone che potranno scegliere se morire di fame e di sete, finire nelle mani dei beduini o essere arrestati dagli egiziani. Tre sorti, delle quali è difficile stabilire quale sia la peggiore.
La vicenda riguarda 70 eritrei che sono fuggiti dal proprio Paese e hanno tentato di raggiungere Israele. Appena superata la frontiera, provenienti dal Sinai, sono stati immediatamente fermati da un gruppo di soldati, che li hanno espulsi all'istante dal Paese. Quattro di loro hanno tentato di rientrare e sono stati arrestati; degli altri 66 si è persa ogni traccia. Sono stati proprio i quattro arrestati che sono riusciti, per vie traverse, ad avvisare i loro connazionali.
Ora i 66 eritrei sono nel Sinai, una zona che di fatto è scarsamente controllata dal governo del Cairo perchè infestata da bande di beduini che rapiscono ed uccidono le persone inermi che incrociano. Inoltre, la zona è scarsamente abitata e non abbonda certo di acqua e di prodotti naturali con cui sfamare un gruppo così numeroso. Ed infine, se la Polizia egiziana li individuasse, finirebbero nelle carceri egiziane, tristemente note per essere più un luogo di tortura che di detenzione.
Ma la cosa più grave, dal punto di vista legislativo, è che i soldati hanno violato una sentenza della Corte Suprema israeliana, che vieta il respingimento alla frontiera degli immigrati, se chiedono asilo. Inoltre, come è noto, i respingimenti di massa sono contrari alla Convenzione di Ginevra; infine, il fatto di averli respinti in una zona così pericolosa, rappresenta una violazione dei diritti umani degli eritrei in questione.

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di Antonio Rispoli
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