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La testimonianza di una madre. Dolore per il figlio

“A Fukushima degli eroi. Sanno che moriranno”


“A Fukushima degli eroi. Sanno che moriranno”
02/04/2011, 11:04

Il dramma dei “samurai” di Fukushima, le squadre di 50 volontari che si alternano per stabilizzare la centrale nucleare danneggiata, è nelle parole di dolore di una madre: “Si aspettano di morire e sono coscienti della gravità dell’esposizione a dosi letali di radiazioni”. È la testimonianza della donna, pensando alla sorte del figlio di 32 anni, ancora nella centrale. “Lui e i colleghi - ha commentato alla stampa nipponica - hanno discusso a lungo e si sono impegnati a morire, se necessario”. Un massiccio spiegamento di militari ha dato il via alla tre giorni di ricerche dei dispersi lungo le coste di Iwate, Miyagi e Fuskushima, visto che in alcune punti l’onda anomala si è spinta fino a 18 km nell’entroterra. “Sono circa 18.000 i soldati nipponici impegnati nel piano, insieme ad altri 7.000 militari Usa”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa nipponico, Eiji Shimamori. Quanto ai mezzi, figurano circa 100 aerei e 50 navi della Forze di Autodifesa di Tokyo, mentre gli Stati Uniti hanno dispiegato 20 aerei e 15 navi. Il bilancio, al momento, è di 32 corpi ritrovati. Gli ultimi dati della polizia nazionale hanno portato a 11.438 i morti e a 16.541 le persone di cui s’è persa traccia. Il premier Naoto Kan, a tre settimane dal sisma/tsunami dell’11 marzo, ha ammesso in conferenza stampa a Tokyo, liberandosi della tuta da lavoro celeste indossata nella fase più critica dell’emergenza, che c’è ancora molto da fare per la messa in sicurezza della centrale nucleare ed “è difficile dire quando la crisi potrebbe avere una fine”. A giorni sarà costituito un apposito gruppo di esperti che metterà a punto un piano per la ricostruzione, mentre un primo extra budget potrebbe essere messo a punto già questo mese. Alla centrale, intanto, è andata in scena una singolare protesta: un camioncino con altoparlanti di attivisti ecologisti impegnati contro il nucleare è entrato nel sito, forzando un cancello e rimanendovi per 12 minuti. L’episodio è stato denunciato alla polizia della prefettura di Fukushima, la stessa che ha continuato le attività di ricerca dei dispersi e il recupero delle vittime anche nei pressi della centrale grazie all’allerta dei contatori Geiger. Sulla base di quanto riferito all'Ansa da un portavoce, sono circa 200-300 gli uomini operativi ogni giorno nei pressi della centrale, contro i 600 nell’intera prefettura.

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di AnFo
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