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Dal 24 si susseguono i bombardamenti e le incursioni

A Gaza le festività natalizie sotto i bombardamenti israeliani

Finora decine le vittime, non quantificabili i feriti

A Gaza le festività natalizie sotto i bombardamenti israeliani
29/12/2010, 10:12

GAZA - Non è l'operazione Piombo Fuso, iniziata il 27 dicembre del 2008, ma è una pesante offensiva, quella iniziata da Israele nei giorni scorsi contro la popolazione civile palestinese.
Sin dal 24 sono cominciati bombardamenti condotti da aerei israeliani sulle cittadine palestinesi nella striscia di Gaza. Ma negli ultimi giorni si sono intensificati. Il 27 dicembre, di notte, una unità militare israeliana ha puntato le armi contro un peschereccio palestinese che ha tentato di uscire in mare per pescare qualcosa. Agendo in acque riconosciute come appartenenti a Gaza, la nave militare ha sequestrato i sei palestinesi, di cui non se ne sa più nulla, e ha affondato il peschereccio. Nel pomeriggio un gruppo di soldati ha sparato ad est di Gaza City contro un gruppo di palestinesi che stavano raccogliendo macerie per riciclarle come materiale edile (come fanno da due anni a questa parte, dopo le distruzioni dell'operazione Piombo Fuso e l'embargo sui materiali edili decretato da Israele), ferendo Mahmoud Mousa Mohammed, di 19 anni.
Un'altra incursione militare israeliana è avvenuta sempre ieri vicino a Khan Younis, dove un carrarmato ha sparato un colpo di cannone contro un gruppo di ragazzi che giocavano, provocando un morto e sei feriti. Nei comunicatio ufficiali dell'esercito con la stella di david, il ragazzo è diventato un "dirigente di Hamas".
Anche nella notte ci sono state altre incursioni aerei, con bombardamenti in diverse parti della Striscia, ma ancora non si sa se ci siano stati uomini o feriti. Come si può immaginare, c'è la censura completa di ciò che accade, perchè i giornalisti occidentali riferiscono solo i comunicati dell'esercito israeliano e i giornalisti arabi rischiano di essere uccisi dai soldati di Tel Aviv e quindi devono stare molto attenti. Cosa che rallenta il loro lavoro.

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di Antonio Rispoli
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