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Intanto i soldati sparano sui manifestanti palestinesi

Abu Mazen: "Nessuna trattativa se le colonie si espandono"


Abu Mazen: 'Nessuna trattativa se le colonie si espandono'
27/09/2010, 09:09

GERUSALEMME - Oggi scade la moratoria di tre mesi che il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva fissato per la costruzione di nuovi insediamenti. Moratoria per altro molto fittizia: c'era semplicemente una penuria di materiali da costruzione e bisognava fare massicci invii nelle colonie, scortati dai militari. Infatti in questi tre mesi tonnellate di prefabbricati e di cemento (compreso quello rubato alla Freedom Flottilla diretta a Gaza e dirottata in Israele con un atto di pirateria che è costata la vita a 19 pacifisti) sono stati portati nelle varie colonie illegali disseminate in CIsgiordania e Gaza. Invece, quelle che avevano già il materiale, hanno continuato a costruire tranquillamente, infischiandosene della moratoria.
Ma in questo periodo ci sono i colloqui di pace tra Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen. E quindi ecco che il secondo chiede al primo che la moratoria venga irrobustita e prolungata, ma Netanyahu non ha nessuna intenzione di accontentarlo: la base elettorale che l'ha portato là è fatta proprio da quelle centinaia di migliaia di estremisti israeliani che vogliono allargare i confini del Paese, dalla Turchia al Mar Rosso. Cosicchè il premier israeliano ha risposto con un generico invito a continuare i colloqui di pace e ha consigliato ai coloni "moderazione e responsabilità", ma non si è spinto oltre. E Abu Mazen non può accontentarsi di questo: se vuole mantenere quel minimo di credibilità che ancora ha (ormai è considerato dalla maggior parte dei palestinesi un inetto o un venduto), davanti alla ripresa delle costruzioni non può che uscire dai negoziati.
Intanto in Israele si dimostra che non c'è alcuna voglia di trattare con i palestinesi. Da una parte ieri ci sono state numerose manifestazioni che festeggiavano la fine della moratoria; dall'altra ci sono stati ancora episodi di violenza contro i palestinesi. In particolare ad Abasan, cittadina palestinese sempre più soffocata dall'espansione dell'insediamento di Kan Younis. Qui si svolge una manifestazione una volta a settimana in tre punti di contatto tra le colonie israeliane e la cittadina palestinese. Ma ieri c'è stato uno dei soldati che ha sparato. E la modalità indica non solo la volontarietà, ma anche la crudeltà e la preparazione del soldato che ha sparato: Souleiman Abu Anza, 20 anni, studente, è stato colpito all'addome da un proiettile dum-dum, arma illegale e bandita dalla Convenzione di Ginevra. Si tratta di un proiettile che al momento dell'impatto si spacca in tante schegge, in modo che chi ne viene colpito, difficilmente sopravvive. E un soldato sa che colpire con un proiettile del genere una persona all'addome, provoca ferite che causano un dolore lancinante e da cui raramente si sopravvive. Infatti Abu Anza ora è nell'ospedale europeo di Kan Younis ma è in gravissime condizioni e si dispera di salvarlo.

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di Antonio Rispoli
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