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Lena dopo la decisione presa ieri dalla Corte suprema

Abusi, legali Santa Sede su sentenza Usa: siamo nel giusto


Abusi, legali Santa Sede su sentenza Usa: siamo nel giusto
29/06/2010, 18:06

Se la Corte Suprema americana non si pronuncia sul diritto all'immunità del Vaticano nei casi di preti accusati di pedofilia negli Usa, vuol dire che la Santa Sede è “nel giusto sul merito”. A dirlo è l'avvocato della Santa Sede negli Stati Uniti, Jeffrey Lena. La decisione presa ieri dalla Corte suprema consente la prosecuzione di una causa legale iniziata nel 2002. La più alta corte Usa, chiamata a pronunciarsi sulla decisione di una Corte d'Appello che aveva aperto la strada al procedimento, ha infatti respinto senza motivazioni il ricorso presentato Vaticano, che invocava l'immunità. Secondo Lena, la decisione della Corte suprema di non esprimersi sull'istanza "non è una dichiarazione sul merito del caso". L'avvocato aggiunge che "significativamente" gli Stati Uniti concordano che la Santa Sede è "nel giusto sul merito". L'effetto della sentenza, sottolinea l'avvocato, "è di far sì che la causa ritorni alla Corte distrettuale in Oregon, dove saranno ascoltate le rimanenti difese aggiuntive... evidenzieremo alla Corte distrettuale che il prete in questione non è un impiegato della Santa Sede e che perciò la Corte distrettuale non ha giurisdizione sul caso".
La denuncia che ha dato il via alla causa è stata sporta da una persona identificata solo come John Doe, che sostiene di avere subito abusi sessuali in diverse occasioni negli anni '60 -- quando aveva 15-16 anni -- da parte di un sacerdote cattolico, il reverendo Andrew Ronan. Secondo quanto riportano i documenti della Corte, Ronan molestò alcuni ragazzi negli anni '50 quando era sacerdote in Irlanda, e poi fece lo stesso a Chicago prima di essere trasferito a Portland, nell'Oregon. E' lì che, secondo le accuse, avrebbe abusato di Doe. Ronan è morto nel 1992. Il Vaticano aveva invocato l'immunità appellandosi al Foreign Sovereign Immunities Act del 1976, che permette agli Stati esteri di non essere citati in giudizio negli Usa. La legge prevede però alcune eccezioni, e la Corte d'Appello aveva fatto riferimento proprio ad una di queste. Papa Benedetto XVI ha incontrato alcune vittime di abusi sessuali compiuti da preti nella sua visita negli Usa dell'aprile 2008. La chiesa cattolica ha pagato 2 miliardi di dollari di risarcimento alle vittime dal 1992.
Nel caso dell'Oregon, l'amministrazione Obama appoggiava la Santa Sede, e ha definito un errore la decisione della Corte d'Appello, che aveva stabilito che i presunti abusi sessuali commessi da un sacerdote rientrino nelle eccezioni alla legge sull'immunità.

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di Davide Gambardella
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