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La strada per salvare la Grecia o per distruggere l'Europa?

Accordo Grecia-Cina per 250 miliardi di investimenti, ma...


Accordo Grecia-Cina per 250 miliardi di investimenti, ma...
21/05/2013, 09:50

ATENE (GRECIA) - "Meglio bere che affogare", dice un proverbio. Ma per la Grecia il rischio è di bere acqua avvelenata. 
E' questo il succo dell'accordo che il premier greco Samaras ha stretto con la Cina. Un accordo in base alla quale la Cina investirà in Grecia 250 miliardi, una somma pari all'intero Pil nazionale greco. Ma si tratterà di investimenti che consegneranno i punti vitali dell'economia greca nelle mani di Pechino. Infatti la Cina progetta di acquistare per esempio 13 aeroporti regionali, trasformandoli in altrettanti punti di ricezione per il traffico turistico fuori stagione. Oppure i cinque moli containers in via di costruzione nel porto del Pireo, che la cinese Cozco ha già acquistato. O ancora la Huawei e la ZTE, due delle più grandi società informatiche del pianeta (ciascuna di loro ha un fatturato che si misura in decine di miliardi di dollari) che stanno facendo acquisti in Grecia per trasformarlo in un polo informatico e tecnologico. 
Insomma, il Paese ellenico si sta trasformando nel cancello di ingresso della Cina nei nostri Paesi. Ma i greci non ne avranno grandi benefici. In omaggio alle assurde politiche di austerity imposte dalla Bce e dalla Ue, i salati sono bassissimi. E quindi i cittadini greci potranno solo assistere all'arricchimento dei cinesi. Insomma, la Grecia è avviata a diventare quello che sono i Paesi africani o alcuni Paesi dell'Est Asia: luoghi dove costruire fabbriche per far guadagnare agli imprenditori, mentre chi lavora è costretto ad accettare qualunque condizione, se vuole mangiare.  

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di Antonio Rispoli
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