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Non c'è fine alla rabbia per il rogo di quattro Corani

Afghanistan: 12 morti per le proteste contro gli americani


Afghanistan: 12 morti per le proteste contro gli americani
24/02/2012, 15:02

KABUL (AFGHANISTAN) - Non si ferma l'ondata di manifestazioni contro i soldati occidentali in Afghanistan, dopo il rogo di quattro libri del Corano nella base americana di Bagram, a nord di Kabul. Ed oggi, essendo venerdì (per gli islamici è un giorno festivo e di preghiera, come la domenica per i cristiani), le manifestazioni sono state più numerose che nei giorni scorsi. E, come era prevedibile, con più morti. In tutti i casi si tratta di persone morte mentre manifestavano davanti a basi militari, ma in nessun caso le forze militari hanno ammesso di aver fatto fuoco sulla folla.
In totale finora sono arrivate notizie di 12 morti: 7 ad Herat (ma nessuno dei nostri soldati è stato coinvolto), 2 a Kabul, 2 a Khost e uno nella provincia di Baghlan. In quest'ultimo caso, i manifestanti si sono diretti verso una base di soldati ungheresi, che finora non si erano mai trovati in questa situazione, dato che la zona è una delle più tranquille della regione.
Ma manifestazioni e disordini si sono estesi al di fuori dei confini afgani: in Pakistan si sono gridati per le strade slogan contro gli Usa ed insulti; in Malaysia lo slogan più gettonato è stato "Morte all'America"; anche dall'Iran arriva la voce dell'ex Presidente Katami, che in un discorso radiofonico ha detto: "Le loro scuse sono false. Il mondo deve sapere che l'America è contro l'Islam. Il Corano in fiamme non è stato un errore. E' stata una mossa intenzionale"

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di Antonio Rispoli
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