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Frattini: “Lunghe code testimoniano desiderio di democrazia”

Afghanistan, alle urne nonostante gli attacchi talebani


Afghanistan, alle urne nonostante gli attacchi talebani
20/08/2009, 20:08

Non si sono placate le violenze in Afghanistan, dove si stanno svolgendo in queste ore le elezioni presidenziali. Le operazioni di voto, ormai concluse, hanno visto la partecipazione di una percentuale altissima di cittadini, nonostante i tentativi dei talebani di diffondere la paura: nelle ultime ore sono stati registrati 73 attacchi in 15 province del Paese. A Kabul, dove gli insorti non hanno mai lasciato calare la tensione per tutta la fase preparatoria del voto, due militanti sono rimasti uccisi durante uno scontro a fuoco con la polizia. Nel nord del Paese, a Baghlan, un commando di uomini armati ha impedito l’apertura dei seggi e sei persone sono state uccise nella sparatoria conseguente. Episodi di violenza si sono verificati anche a Kandahar, nel sud del Paese. Un autobus partito da Kabul è stato bloccato nei pressi di Ghazi e dato alle fiamme, fortunatamente senza vittime. A Kohst una bomba è esplosa al passaggio di un’automobile, uccidendo una persona e ferendone tre. A Gardez, nella provincia di Paktia, due attentatori suicidi in sella a motociclette sono stati uccisi dalla polizia prima che potessero farsi saltare in aria. Infine a Baghlan i Taliban hanno ucciso il capo della polizia di un distretto durante un’incursione in un ufficio postale. Malgrado gli attacchi talebani, però, i cittadini hanno scelto di partecipare al voto ed in alcune provincie è stato necessario prorogare l’apertura delle urne per smaltire le code. Il presidente uscente, Hamid Karzai (nella foto), potrebbe non essere riconfermato al primo turno ed è probabile che dovrà affrontare in un turno di ballottaggio l’ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah; nell’eventualità saranno necessari ulteriori sforzi per la sicurezza, garantita durante le operazioni di voto dalle truppe Nato (100mila unità, 62mila delle quali statunitensi) e da migliaia di soldati afghani. Aleem Siddique, portavoce della missione Onu a Kabul, ha parlato di segnali “incoraggianti”. “Per la grande maggioranza è stato possibile aprire i seggi e far pervenire il materiale elettorale, - ha detto Siddique, - ci sono stati alcuni attacchi, soprattutto nel sud e nell’est del Paese ma stiamo vedendo le code che si formano ai seggi nel nord, nella capitale, così come nell’est”.

DESIDERIO DI DEMOCRAZIA In serata la Farnesina ha diffuso il commento di Franco Frattini. Il ministro degli Esteri “ha espresso soddisfazione per lo svolgimento della consultazione elettorale di oggi in Afghanistan, che pur in un clima di aperta sfida e di minaccia continua nelle lunghe giornate della vigilia, ha consentito a chi si è recato alle urne di esprimere liberamente il proprio diritto di voto. La gestione diretta del processo elettorale delle autorità afghane, coadiuvate dalle forze internazionali, e l’elevata percentuale di seggi effettivamente operanti, rappresentano un significativo passo in avanti per il consolidamento della democrazia e anche la pre-condizione della stabilizzazione del Paese. Le lunghe code registrate ai seggi in alcune zone del Paese testimoniano il desiderio di democrazia partecipativa diffuso tra il popolo afgano. Particolare apprezzamento va all’elettorato femminile la cui partecipazione al voto rappresenta un segnale molto incoraggiante per il futuro della democrazia afgana. E’ motivo di orgoglio nazionale che nelle aree sotto il controllo del nostro contingente militare si sia registrato un elevato livello di affluenza alle urne e pochissimi seggi siano rimasti chiusi. Questo successo dimostra ancora una volta l’efficienza e l’altissima professionalità dei nostri soldati e ci incoraggia a proseguire con convinzione nella nostra azione di pacificazione e ricostruzione dell’Afghanistan”. 

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di Nico Falco
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