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Per i Talebani è un atto inutile: “Continueremo la jihad”

Afghanistan: dopo 10 anni Obama annuncia un mega ritiro

Via 10 mila militari entro l’anno e 33 mila entro il 2012

Afghanistan: dopo 10 anni Obama annuncia un mega ritiro
23/06/2011, 09:06

NEW YORK – A circa 10 anni dall’inizio della guerra in Afghanistan, avviata da George W. Bush dopo l’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, il presidente americano Barack Obama ha deciso il ritiro delle truppe Usa da quei territori: 10 mila unità militari rientreranno in patria a breve termine, a fronte di un totale complessivo che prevede il ritiro di 33 mila unità entro l’estate 2012. Dopo tale data in Afghanistan dovrebbero rimanere tra i 65 e i 70 mila militari Usa: una cifra destinata a calare dopo il 2014, quando le responsabilità del controllo del Paese afghano, almeno sono queste le previsioni della Casa Bianca, saranno passate agli afghani stessi.
Si tratta del primo ritiro di ampia portata delle truppe Usa dall’Afghanistan, il cui annuncio è stato spiegato dalla Casa Bianca con i successi consolidati nella lotta al terrorismo, ovvero lo smantellamento di una buona parte di Al Qaeda, e con il fatto che da 7-8 anni l’Afghanistan pare non sia più la sede operativa in cui vengono decisi e lanciati attacchi terroristici fuori dal Paese. Le centrali, infatti, adesso sarebbero state identificate in Pakistan, dove lo scorso 2 maggio, ad Abbotabad, è stato ucciso lo sceicco del terrore Osama bin Laden. La scelta del presidente Obama, però, pare abbia anche un connotato politico-elettorale e soprattutto ragioni economiche: ad oggi l’America ha speso 1.300 miliardi di dollari per le guerre in Iraq e in Afghanistan. Una cifra che adesso non può più permettersi.
Sarà un ritiro “puramente simbolico”: con queste parole i Talebani giudicano la decisione del ritiro del presidente Obama. I rivoltosi parlano di un atto del tutto “insufficiente”, accusando gli Stati Uniti di aver dato più volte delle false speranze sulla fine della guerra alla loro Nazione. Ma soprattutto dai Talebani arriva un messaggio chiaro: “Continueremo la nostra jihad (guerra santa), fino a che l’ultimo soldato straniero non avrà abbandonato la nostra terra”.

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di Antonio Formisano
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