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I dati, ufficiosissimi, sono di Nativi, direttore del RID

Afghanistan: i soldati italiani hanno ucciso almeno 1200 persone


Afghanistan: i soldati italiani hanno ucciso almeno 1200 persone
07/07/2010, 10:07

KABUL (AFGHANISTAN) - Sono almeno 1200 le persone uccise dai soldati italiani in Afghanistan da quando nel 2003 abbiamo cominciato ad appoggiare l'occupazione militare italiana. A diffonderne i dati è Andrea Nativi, direttore della Rivista Itaniana Difesa (RID), considerato uno dei migliori analisti militari. Naturalmente sono dati ufficiosi, ufficiosissimi, che senz'altro non troveranno mai conferma ufficiale, dato che viene mantenuta la barzelletta della "missione di pace" e dell' uso delle armi "solo per autodifesa". In realtà ci sono ben tre "battle group" italiani in azione sul fronte, comprendono circa 1500 soldati, quasi la metà del nostro esercito. E si tratta di soldati su cui il comando italiano non ha alcun controllo, per quanto riguarda le missioni, in quanto sono aggregati all'esercito Usa ed eseguono gli ordini provenienti dai comandanti statunitensi. Data la buona mobilità a piedi e il livello medio basso di supporto disponibile, i soldati italiani vengono usati per lo più per attaccare chiunque passi sulle vie di comunicazione, soprattutto con i mortai da 120 millimetri o con il Mangusta, elicottero d'attacco che viene considerata la versione povera dell'Apache statunitense.
Naturalmente, anche se ufficialmente le vittime degli attacchi italiani sono solo talebani, è noto che nella guerriglia la fusione tra civili e combattenti è totale, come succedeva per esempio in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i tedeschi presero il controllo del Paese. Nei manifesti di allora degli occupanti, civili e partigiani erano definiti globalmente terroristi; alla stessa maniera in Afghanistan civili e combattenti vengono chiamati indifferentemente talebani. D'altronde, quando un mortaio lancia il suo proiettile da 13 Kg. a 4 chilometri di distanza, non fa differenze tra civili e combattenti.
E cosa succederà quando, tra poche settimane, i soldati italiani verranno portati a 4000? Quante altre vittime verranno fatte, in una guerra che non ci riguarda e che serve solo a far arricchire le imprese che stanno costruendo le miniere o gli oleodotti in quel Paese?

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di Antonio Rispoli
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