Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

La Russa: "Ottimo lavoro svolto dai nostri militari"

Afghanistan, inaugurata scuola dedicata a giornalista Cutuli

Avvicendamento ad Herat, via alpini arrivano i parà

Afghanistan, inaugurata scuola dedicata a giornalista Cutuli
04/04/2011, 16:04


HERAT (Afghanistan) - Una scuola intitolata a Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan il 19 novembre 2001, è stata inaugurata questa mattina, nel villaggio di Kush Rod, nel distretto di Injil, a pochi chilometri da Herat, alla presenza del ministro della Difesa Ignazio La Russa, e del fratello dell'inviata, Mario. Il progetto della scuola è stato ideato e finanziato dalla Fondazione Maria Grazia Cutuli, che vede tra i soci fondatori la famiglia Cutuli, il Comune di Roma, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Rcs Quotidiani, Banca nuova, Regione Sicilia, Provincia di Catania, Confindustria Sicilia e Fnsi. Il complesso è dotato di otto classi da 34 alunni ciascuna, di una biblioteca su due livelli e di servizi alla didattica. Ad accogliere il ministro, accompagnato dal capo di Stato maggiore della Difesa Biagio Abrate, una cinquantina di bambini divisi in due gruppi: maschi da una parte, femminucce dall'altra con le teste coperte da un velo. "L'importanza di questa iniziativa è evidente - ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa - la crescita culturale di tanti bambini e bambine che possono avere la possibilità di una istruzione anche in questi villaggi remoti". Il ministro ha sottolineato, ringraziando anche la fondazione Cutuli che "quando si viene in manifestazioni come queste risulta evidente come il lavoro dei nostri soldati - ha aggiunto - non sia servito soltanto a garantire la sicurezza e a tenere lontano il terrorismo pure dalle nostre case, ma abbia immediatamente un effetto nella realtà' afghana perchè tanti bambini che non avrebbero potuto frequentare una scuola oggi diventano cittadini a pieno titolo di una realtà diversa". La Russa ha poi concluso: "credo quindi che non sia vano quello che hanno fatto qui i nostri soldati e che continuano a fare, a dare un futuro migliore a questo popolo che ricambia con grande amore per la nostra Italia". Il fratello della giornalista Maria Grazia, Mario Cutuli ha ringraziato i ministeri degli Esteri e della Difesa per il contributo offerto nella realizzazione della scuola: "questa scuola - ha detto - possa essere la prima pietra per un Paese più felice. E' una manifestazione di amore e di affetto verso questa terra". Mario Cutuli si è infine soffermato sul progetto della scuola "realizzata con una struttura innovativa per sottolineare il valore simbolico di questo istituto che intende essere ideale proseguimento del lavoro di studio e di ricerca iniziato da Maria Grazia in questo territorio ma anche un segnale di pace, un gesto d'amore e d'amicizia nei confronti dell'Afghanistan".
E sempre stamani, nella base italiana di Herat si è svolto l’avvicendamento, tra gli alpini e i paracadutisti della Folgore. Saranno quest'ultimi che nei prossimi sei mesi garantiranno la sicurezza nella parte ovest del Paese. "La brigata uscente ha fatto un ottimo lavoro - ha detto il comandante Isaf David Petraeus - e voglio riconoscere l'eccezionale leadership del suo comandante, il generale Bellacicco". Petraeus si è detto "orgoglioso di poterlo decorare con due medaglie: una americana e una della Nato. Due decorazioni - ha aggiunto - riconoscono non solo il lavoro del generale Bellacicco ma anche e soprattutto l'operato di questo contingente di Isaf che negli ultimi sei mesi ha svolto davvero un ottimo lavoro nel settore di competenza". Petraeus ha sottolineato che uno dei risultati di questo "grande sforzo profuso" nell'ovest dell'Afghanistan "e' l'inclusione di Herat tra le sette municipalità che dal mese di luglio saranno formalmente riconsegnate alle autorità afgane". Ma per il comandante Isaf tanto c'è ancora da fare e il pericolo non e' finito: "non ci nascondiamo i rischi, ci saranno difficoltà ancora nel futuro - ha aggiunto -. I talebani non sono sconfitti ma le truppe Isaf sicuramente sapranno fare fronte a questi rischi e a queste difficolta'". Petraeus ha infine ringraziato l'Italia: "mille grazie al popolo italiano, agli italiani, alle famiglie dei soldati che li hanno supportati ma soprattutto ai militari impegnati sul campo che hanno svolto serenamente un grandissimo lavoro".

Commenta Stampa
di Vincenzo Rubano - inviato ad Herat
Riproduzione riservata ©