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La "guerra" dei militari partenopei

Afghanistan, la missione del colonnello Troise

L'impegno del contingente italiano

Afghanistan, la missione del colonnello Troise
11/04/2011, 08:04


HERAT (Afghanistan) - Raccontare ai giovani napoletani le difficoltà dei ragazzi afghani, di chi vorrebbe studiare ma non può farlo perché fuori dalla porta di casa esplodono le bombe. Far comprendere la fortuna di vivere in Italia, in uno Stato senza guerra, dove è possibile istruirsi. E’ l’obiettivo del colonnello dell’Esercito Filippo Troise, l’ex comandante della scuola militare “Nunziatella” di Napoli, impegnato fino a qualche giorno fa in Afghanistan, nella base italiana di Herat come Sottocapo di Stato Maggiore per i supporti e l’assistenza logistica alle truppe Nato. “Missione compiuta”, - ironizza il colonnello. La sua missione in Afghanistan, infatti, dopo sei mesi di intenso lavoro, è terminata il 5 aprile con l’avvicendamento del nuovo contingente italiano. Ma a Napoli è già pronto per una nuova “missione”: raccontare agli studenti la sua esperienza afghana cercando di persuaderli nell’abbandonare la strada e dedicarsi allo studio. “In Afghanistan abbiamo aperto delle scuole – racconta l'alto ufficiale - ho visto la gioia dei bambini nel potersi incontrare e fare lezione. Noi lavoriamo per realizzare i desideri di questi bambini. E spesso quando ci assale la paura – ammette Troise - riusciamo ad andare avanti perché ci ritornano alla mente i loro volti. Non siamo li per fare la guerra, ma semplicemente per portare il progresso, aiutare questa gente ad essere libera. Stare li è rischioso - precisa il colonnello - ma vi assicuro ne vale la pena”.  “Al più presto chiederò un incontro con gli studenti napoletani – anticipa l’ufficiale - è a loro che bisogna far comprendere quanto siano fortunati”. E tra qualche giorno verrà ufficializzato anche il suo nuovo incarico militare, probabilmente presso il ministero della Difesa.
Intanto, in Afghanistan, continua l’impegno dei militari italiani. Al momento nella base di Herat i militari napoletani sono oltre trecento e molti ricoprono incarichi rilevanti. Come nel caso di Salvatore Matrecano, uno degli ufficiali più giovani impegnati sul fronte. Ventisette anni, napoletano, tenente dell’Aeronautica. E’ arrivato ad Herat la settimana scorsa. Sarà lui ad occuparsi dei voli top secret dei velivoli comandati a distanza “Predator”, utilizzati per il controllo e la vigilanza del territorio dall’alto. Da poco arrivato anche il capitano Michele Nasto, di Torre Annunziata, pilota di jet Amx utilizzati per il supporto alle truppe a terra e per ricognizione. Zaino tattico in spalla, borsone e tuta mimetica. Così la missione continua.

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di Vincenzo Rubano
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Col. Filippo Troise
Ten. Salvatore Matrecano
Capitano Michele Nasto