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Pietri Colazzo era il numero 2 dell'intelligence a Kabul

Afghanistan: nell'attentato a Kabul ucciso uno 007 italiano


Afghanistan: nell'attentato a Kabul ucciso uno 007 italiano
26/02/2010, 21:02

KABUL (AFGHANISTAN) - Si apprendono sempre maggiori particolari, riguardo l'attentato avvenuto questa mattina all'alba a Kabul. Innanzitutto i talebani, nella loro rivendicazione, hanno specificato che l'azione era stata mirata: "Abbiamo colpito sin da subito i luoghi dove risiedevano gli stranieri a Kabul che erano il nostro obiettivo. un gruppo di mujahidin, che aveva con se armi leggere e pesanti e anche degli ordigni, sono entrati alle 7 ora locale nella città di Kabul ed hanno attaccato in particolare un luogo dove si trovano gli stranieri, l'Hotel Safi, che si trova vicino alla sede del ministero dell'Interno".
Tra le vittime si contano quattro cittadini di nazionalità indiana, un francese "di passaggio a Kabul", ma anche un italiano , Pietro Antonio Colazzo, che a Kabul era il numero 2 dell'Aise, l'agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna", i servizi di sicurezza italiani destinati ad operare all'estero. L'italiano vittima stamattina della serie di attentati messi a segno dai talebani a partire dalle 6,30 era quindi un funzionario dello Stato dipendente dalla presidenza del Consiglio, evidentemente Colazzo godeva della protezione del passaporto diplomatico per il suo lavoro a tutela della comunità italiana e del contingente militare nazionale. Nato nel 1962 a Galatina, un comune dell'entroterra salentino, Colazzo aveva studiato all'università Orientale di Napoli, si esperimeva bene in dari, una delle lingue che si parlano in Afghanistan, dove era stato assegnato da un paio d'anni.
I dirigenti afgani, e lo stesso presidente Karzai, hanno reso omaggio all'agente italiano ucciso dai talebani. "Colazzo alloggiava al Park Residence", ha spiegato il capo della polizia della capitale afgana, il generale Abdul Rahman. "Dopo la prima bomba era al telefono con la polizia: è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dagli assalitori. Era un uomo coraggioso. Ci ha fornito informazioni precise grazie alle quali la polizia è stata in grado di portare al sicuro, sani e salvi, altri quattro italiani".

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di Antonio Rispoli; Mario Aurilia
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