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AFGHANISTAN, POSTI DI LAVORO PER I TALEBANI CHE RINUNCIANO ALLA JIHAD


AFGHANISTAN, POSTI DI LAVORO PER I TALEBANI CHE RINUNCIANO ALLA JIHAD
17/11/2008, 17:11

Grandi novità attendono l'Afghanistan. Il governo di Hamid Karzai, infatti, ha deciso di studiare un nuovo progetto per recuperare quei talebani che combattono la Jihad ma non sono mossi da motivazioni ideologiche.
Il governo di Kabul, in collaborazione con Idlg (Independent Directorate of Local Governance) ha previsto di rivolgersi a comandanti di basso grado e a miliziani e offrire loro un posto di lavoro nel settore pubblico in cambio dell'abbandono della guerra santa.
Le statistiche sono chiare: la maggior parte della popolazione afgana vive in una situazione di estrema povertà e combatte al fianco dei talebani solo per avere un salario garantito. L'indice di disoccupazione è elevatissimo e il salario medio non supera i 200 dollari statunitensi. Inoltre, nel solo 2007 l'inflazione sarebbe cresciuta del 10 percento.
La situazione economica drammatica fa in modo che il reclutamento da parte dei talebani, che possono avvalersi anche degli introiti derivanti dal narcotraffico e quindi pagare bene i combattenti, sia molto facile.
Ma c'è dell'altro. Se da un lato il governo vuole arginare l'avanzata talebana offrendo posti di lavoro ai combattenti dall'altro tenta una mediazione politica. Al Mullah Omar, infatti, leader indiscusso dei talebani, è stato offerto di raggiungere la capitale Kabul e trattare la pace in cambio di garanzie sulla sua incolumità. Di sicuro c'è che al-Qaeda e i talebani sono sempre più uniti e anche alcune tecniche usate per gli attentati lo dimostrerebbero.

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di Redazione
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