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Proseguono le proteste per il Corano dato alle fiamme

Afghanistan: si ritirano diplomatici tedeschi e francesi

Nella provincia di Kunduz, un manifestante morto e 7 feriti

Afghanistan: si ritirano diplomatici tedeschi e francesi
26/02/2012, 19:02

KABUL (AFGHANISTAN) - Proseguono gli scontri in Afghanistan, in seguito all’episodio in cui è stato bruciato il Corano da militari americani. Dopo Stati Uniti e Gran Bretagna, anche Germania e Francia hanno ritirato i loro diplomatici dalle istituzioni di Kabul. Dopo l’uccisione dei due americani al ministero dell’Interno afghano, i cui assassini hanno voluto vendicare la loro religione oltraggiata, le violenze nel paese sono sempre più feroci e hanno costretto le diplomazie di tutto il mondo a rivedere le loro posizioni in Afghanistan.
Dalla capitale marocchina Rabat, dove è in visita al collega africano, il segretario di Stato americano Hillary Clinton lancia un appello alla popolazione afghana: “Le proteste contro le copie del Corano date alle fiamme si devono fermare. Siamo profondamente rammaricati per questa protesta, ma crediamo anche che la violenza si debba fermare e che il duro lavoro per costruire un Afghanistan più pacifico e sicuro debba proseguire”.
Le violenze sono aspre e non hanno obiettivi precisi, anche se i talebani hanno esortato in più occasioni a colpire le forze americane. Negli ultimi scontri, è morto un manifestante e sette soldati delle forze speciali americane sono rimasti feriti, in seguito a un assalto a una base Usa nella provincia di Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. Doveva essere una protesta pacifica, alla quale hanno preso parte duemila persone nella città di Imam Sahib, ma è degenerata in scontri contro le forze speciali americane e una granata lanciata contro una base Usa. Tutto mentre il presidente afghano Hamid Karzai esortava il popolo alla calma: “Ora che abbiamo mostrato i nostri sentimenti, è tempo di essere calmi e pacifici”.
Intanto, vanno avanti le indagini per ricostruire l’uccisione dei due soldati americani. Sembrerebbe che i due consiglieri militari americani avrebbero avuto un diverbio con un poliziotto locale, dopo aver deriso le proteste contro le copie del Corano date alle fiamme. Una fonte anonima ha raccontato ai media locali: “I consiglieri si prendevano gioco dei manifestanti e li chiamavano con parole volgari e hanno insultato il Corano in presenza dell’agente. A quel punto, il poliziotto ha avuto una discussione ed è stato minacciato dai due militari. Così ha risposto sparando otto colpi e uccidendoli entrambi”. Pare che l’agente si sia allontanato senza lasciare alcuna traccia. Karzai ha riferito che il sospettato sembra essere un poliziotto di 25 anni che ha studiato in Pakistan e lavorava per i servizi segreti del ministero dell’Interno.

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di Emanuele De Lucia
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