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Sono accusati di propaganda talebana

Afghanistan: soldati Usa arrestano due giornalisti di Al Jazeera


Afghanistan: soldati Usa arrestano due giornalisti di Al Jazeera
23/09/2010, 15:09

AFGHANISTAN - Due giornalisti afgani che lavorano per l'emittente in lingua araba Al Jazeera in Afghanistan sono stati arrestati dai soldati americani. Domenica a Ghazni è toccato a Rahmatullah Nekzad; martedì a Kandahar è stato arrestato Mohamed Nadar; ed entrambi sono cameraman. In realtà, più che un arresto è stato in entrambi i casi un rapimento: i soldati Usa hanno fatto irruzione di notte nelle loro abitazioni li hanno legati e bendati, dopo di che hanno perquisito le loro case, distruggendo tutto quello che c'era e portando via i loro strumenti di lavoro. Le accuse contro di loro, secondo il comando Isaf, sono di aiutare la propaganda talebana, contribuendo ad intimidire la popolazione civile.
Ma Al Jazeera respinge le accuse e fa notare come i due cameraman lavorano per loro da molti anni e che è normale che hanno contatti sia con i talebani sia con le foze della coalizione. Come giornalisti, devono averne. Inoltre, se i militari volevano interrogarli - ha fatto notare AL Jazeera - bastava chiamarli, avrebnbero risposto a qualsiasi domanda, senza nessun bisogno di organizzare questro rapimento.
In realtà il discorso è più complesso. Il problema è che Al Jazeera, al contrario di TV e stampa occidentale, non aderisce al "Piano di comunicazioni strategiche della Nato", che consiste nel fatto che tutti i mass media occidentali trasmettono come notizie solo i report di propaganda politica a favore di Karzai o quelli dei militari. Per cui non riportano mai le stragi di civili che i soldati fanno - se non in casi eccezionali - o le ruberie di Karzai e del suo governo. Invece Al Jazeera ha una cronaca più aderente alla realtà dei fatti, non ha bisogno di rispettare questa censura. Inoltre i giornalisti afgani sono tenuti al rispetto di una direttiva del 2006, che impone di non rendere note notizie che mettano in cattiva luce l'amministrazione Karzai o l'esercito afgano, che rendano note le manifestazioni antigovernative o che esprimano critiche verso le forze militari occidentali che occupano il Paese. E' chiaro che inm un regime di censura così stretto, a cui tutti i principali media italiani ed occidentali si sono adeguati con entusiasmo, dà fastidio l'idea che ci sia qualcuno che racconti la verità.

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di Antonio Rispoli
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