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La decisione adottata dal vertice Nato a Chicago

Afghanistan: via le truppe dal Paese entro il 2014

Dal 2013 il controllo passerà alle forze afghane

Afghanistan: via le truppe dal Paese entro il 2014
21/05/2012, 19:05

CHICAGO – La delicata questione afghana domina il vertice Nato di Chicago con un obiettivo ben preciso: la fine della guerra entro e non oltre il 2014. È in virtù di ciò che i 28 leader nel corso del summit hanno approvato il piano di ritiro delle truppe: entro la metà del 2013 la Nato cederà alle forze afgane la responsabilità della sicurezza nel Paese; la coalizione internazionale, invece, resterà poi con un ruolo di supporto, pronta ad intervenire, fino alla fine del 2014. Anche in seguito la Nato continuerà a fornire a Kabul un sostegno politico e pratico a lungo termine, ma senza missioni di combattimento. Questo è quanto approvato dal vertice dell’Alleanza Atlantica a Chicago: “La transizione irreversibile della piena responsabilità della sicurezza dall’Isaf alle forze afghane è sui giusti binari per essere completata entro la fine del 2014”.
La settimana scorsa era stato il presidente afghano, Hamid Karzai, ad annunciare che le sue forze erano pronte ad assumere il controllo della sicurezza in diverse nuove province, arrivando a proteggere il 75 per cento della popolazione. Entro la metà del 2013, dunque, quando la quinta e ultima tranche di province avvierà la transizione, assicurano i leader dei Paesi alleati, “le forze afghane avranno la guida della sicurezza su tutto il territorio nazionale”: a quel punto l’Isaf si concentrerà sull’addestramento e l’assistenza alle forze afghane, per garantire loro “il necessario sostegno per adattarsi alle accresciute responsabilità”.
Difficile prevedere come possa reagire a questa decisione chi tra gli alleati vorrebbe accelerare i tempi del ritiro, come il nuovo presidente francese Hollande, che ha già annunciato di voler riportare a casa i propri soldati entro la fine di quest’anno. Nel comunicato di fine vertice, inoltre, si chiede anche al Pakistan di riaprire il prima possibile le linee dei rifornimenti per le truppe Nato in Afghanistan, un tema su cui non è stato ancora trovato un accordo, dopo che a novembre Islamabad aveva chiuso la sua frontiera per protesta contro i raid dei droni Usa.

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di Antonio Formisano
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