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Oltre cento i morti. Vittime anche in Salvador e Honduras

Aghata semina morte e distruzione in Guatemala


Aghata semina morte e distruzione in Guatemala
31/05/2010, 20:05

GUATEMALA - E' stata ribattezzata “Aghata”, la violenta tempesta tropicale che si è abbattuta sul Guatemala lasciando dietro di sé morte e distruzione in un Paese già chiamato a far i conti con un'altra emergenza, quella provocata dall'eruzione del vulcano Pacaya.
“Agatha” si è abbattuta sulle coste guatemalte e ha prodotto inondazioni e smottamenti in varie regioni del Paese.
Le forti piogge causate dalla tormenta, hanno sin ora,
causato la morte di almeno 96 persone, la maggior parte delle quali in Guatemala.
Le cifre ufficiali parlano di 83 morti, che si uniscono alle nove vittime in El Salvador e alle 4 in Honduras, ma le autorità parlano di un numero destinato a crescere in breve. Su alcuni media internazionali la cifra dei morti è già lievitata a oltre 130 vittime.
La furia degli elementi, inoltre, ha provocato gravi danni anche in alcune regioni del sud del Messico. Secondo gli esperti, “Agatha” avrebbe perso di intensità ma la popolazione è stata comunque invitata a restare in guardia e ad adottare tutte le precauzioni possibili perché il Paese continuerà ad essere interessato da forti piogge, con il pericolo di allagamenti e frane.
I soccorritori stanno lavorando intensamente nelle regioni colpite e stanno tentando di raggiungere alcuni villaggi rimasti isolati dalle frane dove si teme possano esserci altre vittime.
Ingrossati a dismisura dalle violente piogge portate da “Agatha” diversi fiumi hanno rotto gli argini allagando città e campagne. Un ponte è stato spazzato via dalla furia delle acque nei pressi di Città del Guatemala e diversi quartieri della capitale sono rimasti senza elettricità.

L'aeroporto internazionale di Città del Guatemala, chiuso per l'eruzione, adesso non sarà riaperto prima di martedì.  Problemi si prevedono anche per l'economia. Probabilmente saranno gravissimi i danni alle piantagioni di caffè sia in Guatemala sia in Salvador.
Il presidente del Guatemala, Alvaro Colom, ha informato che la tormenta ha costretto all'evacuazione oltre 74mila persone, mentre il presidente salvadoregno, Mauricio Funes, ha decretato lo stato di emergenza per il Paese. Intanto il ministero degli Esteri colombiano, ha offerto la disponibilità di Bogotà a impegnare aiuti umanitari per i tre paesi "fratelli" toccati dal primo ciclone tropicale dell'anno. Per fronteggiare l'emergenza,  aiuti in arrivo anche dalla Banca interamericana per lo sviluppo che stanzierà 200 milioni di dollari e dalla Banca centroamericana per l'integrazione economica che metterà a disposizione 250 milioni.

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di Elisa Scarfogliero
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