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A diffondere la notizia è la tv di stato

Ahmadinejad sul nucleare:"Pronto arricchimento del 20 per cento"


Ahmadinejad sul nucleare:'Pronto arricchimento del 20 per cento'
07/02/2010, 10:02

TEHERAN - Solo martedì scorso, Mahmud Ahmadinejad, era sembrato ragionevola; con l'espressa volontà di voler raggiungere un accordo preciso con la comunità internazionale al fine di ottenere il combustibile a base di uranio arricchito al 20% per alimentare un reattore con finalità mediche.
Così, i vari intermediari, avevano tirato un sospiro di sollievo e si erano preparati alle trattative. Qualcosa, però, è andato storto. Il patto consisteva  in una fornitura dell'uranio arricchino proveniente dall'estero in cambio di una cessione da parte dell'Iran di una quantità del suo uranio arricchito al 3,5%. Venerdì scorso il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki si era addirittura detto sicuro che presto si sarebbe giunti ad un accordo fruttuoso e giusto per entrambi i contraenti. Purtroppo, però, dopo l'incontrato a Monaco con  il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Yukiya Amano, qualcosa si è bloccato e, anzi, a quanto pare, l'accordo non è proprio partito. Secondo Amano, infatti, l'Iran non avrebbe provveduto a presentare alcuna proposta per giungere ad un patto di scambio.
Così, ieri, il presidente del Parlamento iraniano ed ex capo negoziatore sul nucleare Ali Larijani, ha definito come "un imbroglio" la proposta-offerta della comunità internazionale riguardo lo scambio di uranio.
A questo punto lo spacco definitivo è stato inevitabile, con l'annuncio odierno della tv di stato che parla di una decisione molto chiara di Ahmadinejad. Secondo i media nazionali, difatti, il presidente iraniano ha dato ordine all’Organizzazione nazionale per l’energia atomica di avviare la produzione di uranio arricchito al 20%.
Appena appresa la notizia,l'avvocato iraniano premio Nobel 2003  Shirin Ebadi si è detto molto scosso e preoccupato ed ha invitato la popolazione ad una protesta pacifica ma forte da mettere in piedi durante il trentunesimo anniversario della rivoluzione islamica che cadrà questo 11 febbraio.
Le dichiarazioni dell'avvocato, da tempo convinta oppositrice del regime assolutistico iraniano, sono state molto chiare:"Penso che tutti dovrebbero partecipare alle manifestazioni e rivendicare i propri diritti in modo pacifico. È evidente che il regime cerca una scusa per poter intervenire".
La confusione è tanta; pari forse solo alla paura ma, di certo, resta l'impossibilità di conoscere i reali attori di una scena internazionale sempre più colma d'intrighi diplomatici, economici e politici e che vede sul campo con eguali faziosità gli antiamericanisti duri e puri e i filoamericani altrettanto duri ma forse un po' meno puri.

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di Germano Milite
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