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Pronto l'accordo tra il Cancelliere e Sarkozy

Aiuti alla Grecia: arriva il si della Merkel


Aiuti alla Grecia: arriva il si della Merkel
25/03/2010, 19:03

Alla fine anche la proverbiale rigidità teutonica ha mostrato segni di flessione e, tra Angela Merkel e Nicolas Sarcozy, è stato raggiunto l'accordo per gli aiuti da rivolgere alla dissestata Grecia.
La Germania ci sarà ma a patto che si rispetti una tipologia d'intervento precisa basata su "un sostegno da parte del Fondo monetario internazionale e aiuti bilaterali dall'Europa". Rispetto al contributo Fmi, quello dei governi che fanno parte dell'Eurozona sarà però "maggioritario". E mentre l'ipotesi di una riunione dei 16 diviene sempre più probabile, l'accordo tra il Cancelliere tedesco ed il Presidente francese si basa su regole particolari; che si tengono distanti dalla logica assistenzialista proposta da alcuni ministri dell'Eurogruppo. In primis, infatti, l'azione di aiuto economico diretto sarà adoperata solo nel caso in cui non saranno trovate a breve soluzioni alternative e, comunque, i prestiti non saranno concessi a "tassi concessionali"; non rappresentando dnque un dono rivolto ad Atene. Serrato e severo sarà poi il controllo degli altri paesi della Ue per valutare l'effettivo rispetto degli impegni di bilancio che dovranno tassativamente osservare i greci.
La Merkel, dopo aver precisato che intende lavorare in stretta collaborazione con la Francia, ha annunciato che si impegnerà a modificare il contenuto dei trattati europei di modo che "in futuro le emergenze non mettano a rischio la stabilità". Il Cancelliere ha poi ribadito che:"Buon europeo non è necessariamente chi agisce in fretta, ma chi agisce nel rispetto dei Trattati europei e del diritto nazionale in modo tale da non danneggiare la stabilità dell'Eurozona".
Tornando alle modifiche che la leader tedesca vuole apportare ai Trattati, si parla di misure più tempestive, severe e quindi presumibilmente efficaci da applicare nei confronti degli Stati che non rispettano i patti e, proprio come la Grecia, mettono a rischio la stabilità e la forza dell'euro. A tal proposito, infatti, Merkel ha dichiarato che:"Dobbiamo prendere precauzioni perché una tale situazione non possa ripetersi". In sintesi il messaggio tedesco appare dunque chiaro: non ci dovrà essere una seconda Grecia in europa e si dovranno rafforzare gli strumenti per impedire un nuovo tracollo e favorire la trasparenza nella gestione dei bilanci delle varie nazioni dell'Ue.
Intanto, il premier Greco George Papandreu, al summit del Pse ha dichiarato che "Qualunque sia la decisione di oggi noi andremo avanti sulla nostra strada" e che, in ogni caso, godendo della solidarietà dell'Unione Europea, il suo paese ha "ricominciato a guadagnare credibilità". Un credibilità che deve però essere mantenuta garantendo repentini "cambiamenti radicali per rendere la nostra economia trasparente".

LA REDING ALLA MERKEL: SII CORAGGIOSA
In conclusione è importante riportare il messaggio lanciato dal vicepresidente della commissione europea Viviane Reding ad Angela Merkel:"A casa tua hai dei gravi problemi, perché il populismo vuole che il tuo popolo, o una sua ampia quota, sia contrario alla solidarietà - ha infatti affermato alla radio belga Rtl la Reing -. Devi dir loro che siamo stati solidali quando la Germania si è riunificata. Abbiamo pagato tutti perché potesse avvenire, e non ce ne siamo pentiti".
"Siamo una famiglia - ha concluso la vice presidente dell'esecutivo Ue - se uno dei piccolini sta male bisogna curarlo, perché a non farlo rischia di attaccare l'influenza a tutti gli altri, che non stanno nemmeno tanto bene, come il Portogallo, la Spagna, la Gran Bretagna, la Francia eccetera".

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di Germano Milite
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