Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Frattini:"E' nostro dovere morale soccorerli"

Aiuti alla Grecia, Barroso tenta di convincere la Merkel


Aiuti alla Grecia, Barroso tenta di convincere la Merkel
22/03/2010, 17:03

BERLINO - Aiutare o no la Grecia? La domanda da ben più di un milione di euro tiene in ostaggio la commissione europea da circa un mese e rischia di non trovare risposta in tempi brevi. Da un lato ci sono il presidente della Ue Josè Manuel Barroso, l'Italia rappresentata da Franco Frattini e tutti gli altri paesi favorevoli ad una mano tesa verso il "collega" in difficoltà.
Dall'altra, invece, c'è la teutonica inflessibilità di Angela Merkel e dei suoi stessi elettori. Il problema del Cancelliere tedesco, infatti, non è solo di ordine economico e diplomatico ma anche e forse soprattutto politico. Come emerge difatti dagli ultimi sondaggi, il 61% dei tedeschi si dice assolutamente contrario ad un aiuto fornito alla Grecia per risalire dal baratro.
La metà circa (il 32%) esprime un giudizio ancora più duro e ritiene che, i greci, debbano essere immediatamente espulsi dall'eurozona fino a quando non riusciranno (da soli) a rimettere in sesto il bilancio. Tutta l'insofferenza dei germanici nei confronti di chi si è dimostrato palesemente incapace di gestire i propri conti, è anche simbolo di un paese che, forte di una crescita economica e di un primato europeo indiscusso, si dimostra poco comprensivo (ed assistenzialista) nei riguardi di chi ha colpe oggettive nella pessima gestione del bilancio pubblico.
Di parere diametralmente opposto alla Merkel è il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini:"Aiutare un paese dell'eurozona in difficoltà è un nostro dovere morale oltre che istituzione - sostiene il titolare della Fernesina -. Anche perchè se membro della Ue è in difficoltà il suo stato di crisi colpisce tutti gli altri stati".
Il pressing di Barroso sul Cancelliere continua, con il presidente della Commissione che si dice "fiducioso" di persuadere la sua interolocutrice. Intanto, la Grecia, si prepara a far scendere il proprio Pil di due punti percentuali. Il motivo, come intuibile, è collegato agli enormi sforzi che si dovranno operare per sbiadire il rosso fuoco del bilancio pubblico. Ad ulteriore dimostrazione dell'intransigenza teutonica, c'è la nostaglia che molti tedeschi provano per il marco: circa il 40% degli abitanti della Germania, infatti, si dice favorevole ad un eventuale ritorno del marco e convinto, quindi, che il proprio paese riuscirebbe a viaggiare a ritmi più spediti se non fosse legato alla zona euro. La sindrome britannica colpisce invece "solo" il 30% di Italiani, Spagnoli e Francesi. Di sicuro, un'Europa senza Germania, sarebbe almeno 10 volte più debole di un'Europa senza Grecia.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©