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Al Parlamento Europeo l'eccellenza napoletana nella ricerca farmaceutica


Al Parlamento Europeo l'eccellenza napoletana nella ricerca farmaceutica
15/11/2011, 14:11

Bruxelles, 15 novembre 2011 - L’eccellenza nella ricerca farmaceutica italiana non conosce crisi. Dalla Campania sbarca in Europa il progetto NatPharma, ideato e realizzato dal gruppo di ricerca NeaNat dell’Università di Napoli Federico II’, e rientrante nel Programma europeo REGPOT (Regional Potential), destinato al miglioramento delle capacità di ricerca di gruppi nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza, tra cui la Campania. I risultati del progetto sono stati illustrati nel corso di un seminario svoltosi a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, ad iniziativa dei co-fondatori del Centro Studi Meseuro, On. Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento Europeo e On. Mario Mauro, Presidente dei Deputati del PDL al Parlamento Europeo.



Particolare apprezzamento per gli esiti del progetto è stato rivolto al gruppo NeaNat, guidato dal prof. Ernesto Fattorusso (presenti anche i prof. Alfonso Mangoni, Valeria Costantino e Orazio Tagliatatela-Scafati) dal prof. Raffaele Liberali - Direttore della Direzione ‘Energia’ della Direzione Generale ‘Ricerca e Innovazione’ della Commissione Europea – che ha posto l’accento su due concetti chiave per lo sviluppo dei programmi europei di ricerca: cooperazione e mobilità. “Occorre insistere – ha detto Liberali - sul potenziamento della mobilità dei ricercatori, piuttosto che spingere su interventi infrastrutturali dispersi sul territorio che rischiano di duplicare infrastrutture già esistenti. In questo senso il progetto NatPharma rientra nelle buone pratiche comunitarie, rappresentando un esempio di cooperazione tra eccellenze nella ricerca universitaria. Siamo convinti che i risultati emersi potranno costituire un ottimo viatico per un nuovo percorso progettuale da sviluppare nel prossimo periodo di programmazione europea”.



Il gruppo NeaNat è attivo da oltre 40 anni nell’isolamento e nell’identificazione di sostanze naturali di origine marina, da utilizzare come nuovi farmaci antitumorali, antinfiammatori ed antimalarici. Avvalendosi di attrezzature sofisticate e di livello internazionale, il gruppo è leader a livello mondiale nel settore, come testimoniato dal riconoscimento nel 2010 al fondatore del Gruppo, il prof. Ernesto Fattorusso, del Premio Scheuer, destinato a ricercatori che si occupano di sostanze naturali in organismi marini, assegnato per la prima volta a un ricercatore europeo.



Nel corso del suo intervento, il prof. Fattorusso ha evidenziato gli obiettivi raggiunti nell’ambito del progetto NatPharma. “In particolare – ha detto Fattorusso – con NatPharma abbiamo migliorato le capacità scientifiche del Gruppo NeaNat in due campi: l'uso delle biotecnologie per la produzione a basso costo di alcune sostanze naturali prodotte dagli organismi marini - tra cui il composto antimalarico plakortina - e l'uso di metodi di calcolo quantomeccanici per l'indagine del meccanismo di azione di alcune sostanze naturali”.



Il progetto NatPharma è stato avviato nel 2009 grazie ad un finanziamento, di circa 900.000 euro, da parte dell’Unione Europea. “Negli ultimi anni – ha ricordato l’on. Pittella – l’Unione Europea ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo della ricerca, certamente più dei governi nazionali, che hanno destinato ad essa solo una piccola percentuale dei loro bilanci. Il Settimo Programma Quadro ha messo a disposizione 50 milioni di euro, ma dobbiamo fare di più. Qualche mese fa ho proposto, insieme al collega

Mario Mauro, l’istituzione degli Union Bond per finanziare un grande programma d’investimento dedicato alla ricerca, all’educazione e al capitale umano. I risultati del progetto NatPharma sono solo l’inizio di un fertile percorso per l’area Mediterranea e quindi per l’Europa”.



“La ricerca europea – gli fa eco Mario Mauro, presidente dei deputati PDL presso il Parlamento Europeo - è entrata in una nuova fase e mai come oggi l’innovazione è stata riconosciuta una priorità dell’azione dei governi. La mobilità dei ricercatori e lo scambio di conoscenze rappresentano i fattori che contribuiscono a far progredire le conoscenze tecnologiche e scientifiche in tutto il mondo. In quest’ottica, è fondamentale sostenere e favorire il coinvolgimento dell’area del Mediterraneo in un circolo virtuoso di questo tipo, che stimoli, in prospettiva, l’integrazione delle comunità scientifiche. Il lavoro del Gruppo NeaNat e in particolare il Progetto NatPharma vanno esattamente in questa direzione”.



All’incontro di Bruxelles, hanno partecipato, inoltre, esponenti del mondo della ricerca, a livello europeo – presente per l’Italia il prof. Raffaele Riccio, Vice Presidente della Società Chimica Italiana - e rappresentanti di importanti aziende multinazionali farmaceutiche, tra cui Astrazeneca, Eli Lilly e Merck. “E’ la testimonianza – è stato evidenziato – che attività come quelle del Gruppo NeaNat sono parte integrante del processo di accrescimento della competitività del sistema industriale europeo e del miglioramento della qualità della vita della popolazione”.

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di Redazione
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