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Alaska: suicida il figlio di Sylvia Plath


Alaska: suicida il figlio di Sylvia Plath
23/03/2009, 16:03

La maledizione di Sylvia Plath e Ted Hughes ha fatto un'altra vittima. Quarant'anni dopo il suicido della madre, Nicholas Hughes si e' impiccato nella sua casa in Alaska. Da anni, ha fatto sapere la sorella, combatteva contro la depressione e di recente aveva lasciato la cattedra di scienze oceaniche all'universita' di Fairbanks per mettere su una fabbrica di ceramiche domestica. "E' con grande dolore che annuncio la morte di mio fratello, che si e' tolto la vita il 16 marzo nella sua casa" ha scritto Frieda Hughes in una nota pubblicata dal Times. Hughes non era sposato e non aveva figli. Sua madre si uccise nel febbraio del 1963 con il gas della cucina. Aveva sigillato con asciugamano bagnati la porta della camera da letto dei bambini per impedire che anche loro fossero avvelenati. Sei anni dopo anche la nuova compagna di Ted Hughes, Assia Wevill, si uccise allo stesso modo e mori' anche la figlioletta della coppia. Sul poeta britannico cadde la colpa di aver spinto entrambe le donne al suicidio con i suoi continui adulteri e la sua versione dei fatti fu raccontata pocio prima della morte, nel 1998, in 'Lettere di compleanno'.

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di Redazione
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