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Berisha non si dimette, venerdì opposizione in piazza

Albania, prove tecniche di golpe: "Non tollereremo altre violenze"


Albania, prove tecniche di golpe: 'Non tollereremo altre violenze'
23/01/2011, 18:01

TIRANA - Parere favorevole alle “manifestazioni di protesta", ma nei limiti della legge. Pace da contrapporre alla violenza cieca che attraversa la nazione, un monito che il presidente albanese Sali Berisha lancia durante un incontro con diversi ambasciatori a Tirana ribadendo la sua volontà di andare avanti. "Sono stato eletto democraticamente", dice il capo del governo, che avverte: "Non sopporteremo altre azioni di violenza". Un aut aut che giunge poche ore dopo le dichiarazioni del leader dell'opposizione, Edi Rama, il quale aveva annunciato una nuova manifestazione contro il governo per venerdì.
L’Albania è ormai un Paese sull’orlo della guerra civile. Nella capitale albanese Tirana, dove venerdì sono state uccise tre persone a colpi di arma da fuoco durante una manifestazione dell'opposizione degenerata in violenti scontri con le forze dell'ordine, proseguono le rappresaglie. Un'evoluzione drammatica nella crisi politica che vive la nazione da un anno e mezzo. Tre manifestanti sono arrivati morti in ospedale, centrati dalle pallottole. Negli scontri ci sono stati inoltre 55 feriti, tra i quali 25 poliziotti e 30 civili. Le tre vittime sono state “uccise a bruciapelo con armi leggere, con pistole. E la polizia non possiede tali armamenti”, ha garantito Berisha, durante una conferenza stampa. “Ogni responsabilità per questi incidenti e per queste vittime va direttamente attribuita agli organizzatori di questa manifestazione”, ha aggiunto. Il capo dell'opposizione socialista, Edi Rama, ha accusato da parte sua la polizia di aver sparato contro i manifestanti, “uccidendo tre innocenti”. E dalla sua porta un video che dimostrerebbe inequivocabilmente come a sparare sia stato un membro della Guardia di Repubblica, appostato all'interno della sede del governo.
Le prove tecniche di golpe preoccupano i grandi del pianeta. In un appello congiunto, l'ambasciata degli Stati Uniti, la delegazione dell'Ue e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) a Tirana hanno invitato “tutte le parti” alla “calma e al contegno, e ad astenersi da provocazioni”. Nella serata di venerdì, alti responsabili dell'Unione europea avevano già rivolto inviti alla calma, rammaricandosi “con forza” della perdita di vite umane, ma hanno sottolineato il diritto dei cittadini a manifestare. “Manifestare è uno strumento della libertà di espressione e permette ai cittadini di raccogliersi pacificamente”, hanno rimarcato il capo della diplomazia europea Catherine Ashton e il commissario europeo incaricato dell'Allargamento, Stefan Fuele, in un comunicato congiunto. Il segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, si è detto “molto preoccupato dall'esplosione delle violenze” e ha invitato “tutte le forze politiche a promuovere un dialogo costruttivo, nel quadro delle istituzioni democratiche attuali” albanesi.

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di Davide Gambardella
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