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UE, invito a rispettare le libertà fondamentali

Algeria, caro-vita: notte di scontri e proteste


Algeria, caro-vita: notte di scontri e proteste
08/01/2011, 10:01

Resta alta la tensione nei paesi del nord africa colpiti da un crisi per il caro-vita, dopo le violenze dei giorni scorsi in Tunisia, anche in Algeria cominciano le proteste contro il governo algerino per il caro-vita e soprattutto una disoccupazione che cresce in maniera dilagante, aumentando un clima di tensione, rabbia e frustrazione tra la popolazione. Da questi problemi, sono scaturite violente sommosse popolari, in diverse città del paese magrebino, per dire basta fermamente ai rincari dei beni di prima necessità e di largo consumo come zucchero, grano e olio. Nel centro di Algeri è stata una vera e propria notte di guerriglia, tra manifestanti e forze dell’ordine. I disordini poi sono dilagati anche nelle zone limitrofe alla capitale, e le violenti proteste iniziano a contare la prima vittima, nel comune di M'Sila, a sud est di Algeri, dove un facinoroso manifestante di 18 anni è stato colpito e ucciso a morte da alcuni proiettili, mentre ad Ain Hadjel sono rimasti feriti tra agenti di polizia nei violenti scontri con i manifestanti. Le manifestazioni di protesta contro il caro-vita, sono iniziate già da mercoledì scorso, dove in diverse città dell'Algeria, come a Baraki, si sono registrati violenti scontri tra la popolazione e le forze dell’ordine. In piazza anche centinaia di bambini tra i 10 e i 12 anni per esprimere rabbia e frustrazione per le loro condizioni di vita. Intanto è atteso per la giornata di oggi il consiglio interministeriale che dovrebbe esaminare le cause dell'innalzamento dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità. Sugli scontri che stanno devastando il paese, è intervenuto il ministro algerino della Gioventù e dello Sport, Hachemi Djiar che ha invitato i giovani “[…] a dialogare in modo pacifico e civile, lontani dagli atti di vandalismo che non portano da nessuna parte - ha aggiunto Hachemi Djiar -. Le carenze denunciate possono essere risolte in modo pacifico e con un po' di pazienza perché l'Algeria ha tutti i mezzi per occuparsi dei suoi giovani e lo sta facendo attraverso diverse iniziative di sviluppo". Preoccupazione anche dalla Commissione europea per le violente proteste in Tunisia e Algeria di questi giorni. In particolare, da Bruxelles arriva l’invito a "chiedere di non fare ricorso all'uso della forza e di rispettare le libertà fondamentali".

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di Fabio Iacolare
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