Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Da sconosciuta a celebrità in 5 minuti

Alla Corrida inglese spopola la "brutta ma bravissima" Susan Boyle


Alla Corrida inglese spopola la 'brutta ma bravissima' Susan Boyle
16/04/2009, 11:04

In Inghilterra c'è una trasmissione TV, "Britains got talets" (letteralmente "I britannici hanno talento"), che è una trasmissione tipo "La Corrida", ma con una giuria che esprime anche giudizi tecnici. Come sempre in queste trasmissioni arriva di tutto: persone che vogliono sfondare, ragazzi immaturi che credono di essere supereroi della musica e così via. Nell'ultima puntata che è stata trasmessa si è presentata la signora Susan Boyle, 47 anni portati malissimo, casalinga nata in un paesino scozzese e residente a Blackburn. Quando è entrata in scena le immagini delle telecamere hanno indugiato a lungo sui due addetti che l'hanno accompagnata sul palco e che dietro le quinte la deridevano, mentre la signora si presentava alla giuria; o sulle facce dei componenti la giuria, che stavano quasi ridendo. E per di più la Boyle ha scelto un pezzo, I Dreamed a Dream ("Ho sognato un sogno"), tratto dal musical "I Miserabili", che è difficile da cantare, tanto che anche questo ha generato molte risa tra il pubblico. Risa che sono cessate appena la Boyle ha cominciato a cantare: ma solo per un istante, perchè ben presto al silenzio si è sostituita una vera standing ovation, con applausi e commenti favorevoli, quando si aveva la forza di parlare e non solo quello di spalancare la bocca. Infatti la voce che si sentiva era stupenda (guarda il video http://www.youtube.com/watch?v=9lp0IWv8QZY), una voce di qualità superiore a quella di molti altri cantanti, che ha fatto dire, alla fine dell'esibizione, ad uno dei giudici: "Questa è stata la più grande sorpresa che ci sia stata in questo programma". E non è stato l'unico a pensarla così, dato che la Sony pare intenzionata a metterla sotto contratto.
Eppure a vederla non le daresti una chance: brutta fisicamente, in sovrappeso, vestita anche con poca classe. Ma - come dice il vecchio proverbio - non sono gli abiti che fanno il monaco. Invece oggi nella società moderna conta solo l'esteriorità; e così che i talenti possono restare nascosti, se non capitano questi casi eccezionali.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©