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Il virus sarebbe in grado di passare da uomo a uomo

Allarme febbre suina in America, 70 morti e oltre 900 malati


Allarme febbre suina in America, 70 morti e oltre 900 malati
24/04/2009, 22:04

E’ paura in America dopo i 70 morti ed i 900 casi sospetti segnalati in Messico e le 8 segnalazioni registrate negli Usa, tutti riconducibili ad un virus influenzale tipico dei suini che, mutato, è diventato capace di propagarsi anche tra gli esser umani. L’organizzazione mondiale della Sanità ha fatto sapere che l’allarme è alto e la preoccupazione è che da questo ceppo possa originarsi una pandemia influenzale umana.

La situazione è particolarmente preoccupante in Messico, dove si contano già 70 decessi ed oltre 900 casi sospetti. Le autorità hanno già annunciato la chiusura delle scuole agricole per cercare di porre un freno al diffondersi dell’infezione. Josè Angel Cordova Saavedra, ministro della Sanità, ha lanciato l’allarme affermando che l’epidemia è causata da “un virus mutante altamente contagioso”, mentre le autorità di Città del Messico hanno annunciato una campagna di vaccinazione che partirà quanto prima. Per il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) la caratteristica più pericolosa di questo ‘virus mutante’ è che può trasmettersi anche da uomo ad uomo.

Negli Usa finora non sono stati registrati decessi, ma il presidente Barack Obama sta seguendo l’evoluzione della vicenda e viene aggiornato costantemente. In Italia il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio ha reso noto che il sistema sanitario è “allertato” ma che al momento “non ci sarebbero rischi”. Fazio ha comunque evidenziato che è già disponibile “un alto numero di dosi di antivirali per la popolazione, da utilizzarsi in eventuale caso di necessità”.

Il governo messicano ha annunciato che sono 16 i decessi relativi sicuramente all’influenza suina, ai quali bisogna aggiungere altri 48 morti sospetti e 934 pazienti che potrebbero aver contratto la malattia e sono attualmente sotto stretta osservazione. Per l’Oms le vittime sono invece già arrivate a 70, anche se non è chiaro se siano tutte attribuibili allo stesso tipo di virus. Negli Usa sono stati segnalati 8 casi, ma le persone contagiate non risultano avere più sintomi.

Il virus, noto come H1N1, è comparso per la prima volta due mesi fa circa, nel sud degli Stati Uniti. Le autorità messicane hanno deciso, come misure preventive, la chiusura delle scuole agricole e l’avvio di una vaccinazione di massa: un milione di dosi di vaccini saranno inviate nelle prossime ore alle autorità della capitale dal governo federale. Per quanto riguarda le misure di protezione per evitare il contagio, le autorità hanno invitato la popolazione a non visitare luoghi affollati, a mantenersi lontani da persone con problemi di respirazione, a non condividere pasti e a ventilare case ed uffici.

Il timore pandemia nasce dall’annuncio che il contagio si è verificato anche da uomo a uomo. Diversamente da quanto successe con il virus dell’aviaria alcuni anni fa, che poteva trasmettersi soltanto dal pollame all’uomo, questo nuovo virus sarebbe infatti in grado di attaccare anche gli esseri umani non necessariamente venuti in contatto con suini infetti. Nel caso questa proprietà del virus venisse confermata, il rischio è che si inneschi una pandemia. Per Stefania Salmaso, direttore del reparto di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), si tratterebbe di un virus che “si è rimescolato geneticamente nei maiali acquisendo caratteristiche nuove e che lo rendono capace di infettare l’uomo”. Anche per Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale Spallanzani di Roma, specializzato nella diagnosi e nella cura delle infezioni, c’è un “alto livello di attenzione” tra le istituzioni nazionali e internazionali.

Sono state le autorità canadesi ad avvisare quelle messicane della presenza del virus, dopo che un cittadino canadese che era stato in vacanza in Messico ha contratto la malattia. Il turista canadese, scrive oggi il quotidiano El Universal, secondo fonti della sanità locale, è tornato nel suo paese mostrando sintomi di una forte influenza, e dopo gli accertamenti medici gli è stato diagnosticato che la malattia era stata causata dal virus dell’influenza suina. Il paziente è poi guarito e le autorità canadesi, dopo una serie di analisi, hanno identificato il virus mutante ed avvisato i colleghi messicani perché corressero ai ripari. Fonti del ministero messicano della Sanità, inoltre, hanno precisato che per identificare il nuovo virus dell'influenza suina hanno contato sulla collaborazione del governo canadese e del Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta (Georgia), negli Stati Uniti.

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di Nico Falco
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