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L’attentatore scontava l’ergastolo per strage di Lockerbie

Al-Megrahi accolto come un eroe, è rottura tra Libia e Gb


Al-Megrahi accolto come un eroe, è rottura tra Libia e Gb
21/08/2009, 16:08

Sale la tensione tra la Libia e la Gran Bretagna, dopo l’accoglienza tributata al terrorista scarcerato dalla Scozia per ragioni umanitarie. Abdelbaset al-Megrahi (nella foto), rilasciato ieri dalla Scozia, era stato condannato all’ergastolo per l'attentato contro il volo 103 della Pan Am, esploso nei cieli di Lockerbie il 21 dicembre del 1988, è stato accolto da migliaia di persone che sventolavano bandiere libiche e scozzesi. Al suo arrivo a Tripoli, al-Megrahi, 57 anni, è stato accolto da migliaia di persone che sventolavano bandiere libiche e scozzesi. Una reazione che ha provocato la rottura con la Gran Bretagna, il cui premier Gordon Brown, tramite una lettera al colonnello Muammar Gheddafi, aveva auspicato “sensibilità” da parte dei libici nei confronti del terrorista liberato.

IL PLAUSO DI GHEDDAFI JR Il figlio di Gheddafi, Seif Al-Islam, attraverso il sito internet della Fondazione Gheddafi, da lui presieduta, ha rivolto un plauso al governo scozzese ed alla sua “posizione coraggiosa”. “In occasione di questo avvenimento storico, - ha dichiarato, - io indirizzo i miei ringraziamenti al governo scozzese per la sua decisione coraggiosa e la sua comprensione davanti a una situazione umana speciale”. “Il popolo libico, - ha aggiunto, - non dimenticherà mai questa posizione coraggiosa dei governi britannici e scozzese”. Una reazione che non poteva non provocare sdegno da parte delle famiglie delle vittime dell’attentato di Lockerbie, nel quale morirono 270 persone. A loro si è rivolto ancora Seif, dicendo che, malgrado Megrahi abbia rinunciato a presentare ricorso contro la sua condanna, “ciò non deve nascondere molti dati e prove che confermano la sua innocenza che potrebbe essere provata uno di questi giorni”.

SCONCERTO DALLA GB David Miliband, ministro degli Esteri Britannico, ha stigmatizzato duramente il comportamento del governo libico nei confronti della liberazione del terrorista. “La vista di un assassino di massa che riceve un’accoglienza da eroe a Tripoli è profondamente sconvolgente e profondamente dolorosa, - ha dichiarato alla Bbc, - soprattutto per le 270 famiglie che soffrono ogni giorno per la perdita dei loro cari”. Il motivo del rilascio, ha ribadito Miliband, sono soltanto le condizioni di salute del cinquantasettenne, malato terminale di cancro, respingendo le accuse secondo cui l’attentatore sarebbe stato rilasciato in cambio di un miglioramento dei rapporti tra la Gran Bretagna e la Libia e, soprattutto, di generosi contratti a favore delle imprese petrolifere britanniche. Miliband ha poi negato che ci siano state delle “pressioni” da parte di Londra sul governo scozzese per la scarcerazione di al-Meghrai, affermando che la decisione “è stata presa secondo la Costituzione del Paese”.
Il principe Andrea di Inghilterra sta intanto considerando l’ipotesi di annullare una missione commerciale in Libia fissata per il mese prossimo, della quale avrebbe dovuto fare parte. La notizia è riportata dal Times e sarebbe la conseguenza dell’accoglienza riservata al terrorista scarcerato.

OSTAGGIO POLITICO Per la Libia, Abd al Basset al Megrahi era soltanto un “ostaggio politico”. Lo riferisce l’agenzia libica Jana che, riferendosi alla posizione della Jamahriya, dice che “ha raccolto largo supporto internazionale”, aggiungendo che dal 2001 “i summit della Lega Araba, dell'Unione Africana e dei Paesi non allineati hanno messo in agenda il caso Megrahi''. In tutti questi vertici, sottolinea l'agenzia, ''si è sottolineato come per la sua detenzione Megrahi andasse considerato un ostaggio politico secondo tutte le norme internazionali''. E che la liberazione, continua ancora la Jana, sia la prova della correttezza di questa tesi.

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di Nico Falco
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