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La Commissione Onu: crimini contro l’umanità

“Amici della Siria”: si lavora per gli aiuti umanitari

La riunione a Tunisi. Richiesta di un “cessate il fuoco”

“Amici della Siria”: si lavora per gli aiuti umanitari
24/02/2012, 09:02

TUNISI - La priorità dovrebbe essere quella di assicurare i soccorsi umanitari, soprattutto in città come Homs, sempre più sotto i bombardamenti: è con queste intenzioni che si riunisce oggi a Tunisi il gruppo “Amici della Siria”, voluto dall’Occidente, dalla Turchia e dalla Lega Araba, ma boicottato da Russia e Cina. Nel corso della conferenza a Tunisi, alla luce dell’escalation di violenza che sta dilaniando il Paese, dovrebbe essere avanzata la richiesta di “un cessate il fuoco”, con un possibile ultimatum di 72 ore, che permetta l’invio di aiuti ai civili.
Sulla questione siriana però la diplomazia continua ad essere spaccata: ci sono sempre la Russia e la Cina che si confermano alleate di Damasco. Mosca aveva già declinato l’invito alla conferenza internazionale di Tunisi, ma alla vigilia anche la Cina fa sapere che non ci sarà. Il nodo resta la legittimità del presidente Bashar al Assad: l’Occidente, con Francia e Usa in testa, ne invoca l’uscita di scena, ma la Russia si oppone e così anche la Cina, con Mosca che sembra disposta a “trattare” solo sulla proposta della Croce Rossa di un cessate il fuoco a tempo.
Intanto, le forze fedeli al presidente Bashar al-Assad hanno ucciso, secondo attivisti sul terreno, più di ottanta persone: la maggior parte nella regione centrale di Hama e in quella nord-occidentale di Idlib. A Homs, nel quartiere di Bab Amro, dove per il ventesimo giorno consecutivo sono piovute le bombe delle forze governative, due dei tre giornalisti, superstiti dell’attacco in cui sono morti ieri i colleghi Marie Colvin e Remi Ochlik, hanno lanciato un appello per essere soccorsi il prima possibile e portati nel vicino Libano per esser curati. La Commissione d’inchiesta Onu, intanto, ha presentato a Ginevra il rapporto in cui accusa i vertici del regime di Damasco di “crimini contro l’umanità”. Damasco non ha autorizzato i membri della Commissione di inchiesta a entrare in Siria e la commissione istituita dal Consiglio Onu sui diritti umani ha raccolto materiale da diverse fonti, informazioni e testimonianze nei paesi limitrofi e per telefono: nel rapporto stilato si legge che, nelle due sole prime settimane di febbraio, almeno 787 civili, tra cui 53 donne, 26 ragazze e 49 ragazzi, sono stati uccisi in Siria, la maggioranza a Homs.

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di Antonio Formisano
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