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“Siamo di fronte a un ulteriore simulacro di giustizia”

Amnesty: "Pussy Riot dovrebbero essere liberate subito"

Tribunale russo respinge richiesta differimento della pena

Amnesty: 'Pussy Riot dovrebbero essere liberate subito'
16/01/2013, 18:23

ROMA - Per Amnesty International la sentenza con cui un tribunale russo ha respinto la richiesta di differimento della pena presentata da Maria Alekhina, una delle due cantanti del gruppo punk Pussy Riot attualmente in carcere, rafforza l'ingiustizia già applicata nei suoi confronti. “Siamo di fronte a un ulteriore simulacro di giustizia”, ha dichiarato David Diaz-Jogeix, direttore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. “Anzitutto”, ha aggiunto, “le tre Pussy Riot non avrebbero mai dovuto essere processate. La sentenza conferma ulteriormente che le autorità russe non fanno sconti nella soppressione della libertà d'espressione”. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, “Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova dovrebbero essere rilasciate immediatamente e senza condizioni e la condanna con sospensione della pena di Ekaterina Samutsevich dovrebbe essere annullata”. Le tre donne, appartenenti al gruppo femminista Pussy Riot, erano state accusate di “vandalismo per motivi di odio religioso” dopo aver cantato un brano di protesta nella principale cattedrale ortodossa di Mosca, nel febbraio 2012. Le tre imputate erano state condannate a due anni di prigione in una colonia penale. In appello, la condanna di Ekaterina Samutsevich era stata sospesa.

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di Valerio Esca
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