Dal mondo / America

Commenta Stampa

Ampliando il Medicare: un cerotto per la sanità?


Ampliando il Medicare: un cerotto per la sanità?
13/12/2009, 18:12

“Si tratta di un grande passo avanti”. Ecco come Howard Dean ha caratterizzato l’idea di abbassare l’età minima da 65 a 55 anni per accedere al Medicare, l’assicurazione nazionale degli anziani. Come si sa, il dottor Dean è stato candidato alla presidenza nel 2000 e poi servì come leader del Partito Democratico.
L’idea di ingrandire il Medicare non è cattiva ma avverrebbe come sostituzione della nota “public option”, l’ente nazionale di assicurazione incluso nel disegno di legge approvato alla Camera. Il piano dell’ente pubblico coprirebbe 36 milioni di americani mentre la proposta di ampliare il Medicare offrirebbe sanità solamente a poco più di 2 milioni di persone.
Una grande differenza dunque se l’ampliamento del Medicare non viene accompagnato da altre misure. Una proposta renderebbe più facile l’accesso al Medicaid, l’assicurazione per i più poveri. Un’altra creerebbe un gruppo di piani sanitari privati regolati dal governo federale.
Ma queste idee non sono state chiarite dato che i senatori democratici aspettano l’analisi del nonpartisan Congressional Budget Office per determinare l’impatto fiscale.
Non essendo riuscito a trovare i 60 voti richiesti per evitare il possibile filibuster, l’opposizione ad oltranza contro la public option, Harry Reid, presidente del Senato, ha incaricato un gruppo di dieci senatori democratici fra liberal e centristi di trovare una via di mezzo.
I dettagli mancano ancora ma le prime reazioni dei leader democratici sono favorevoli come ha affermato Nancy Pelosi, presidente della Camera.
Il problema è sempre lo stesso: i costi. Quanto costerebbe per aggiungere persone di 55 anni di età alle file del Medicare? Qualche anno fa uno studio della National Public Radio (NPR) aveva scoperto che per aggiungere una persona fra i 62 a 64 anni di età al Medicare costerebbe 7.600 dollari annui.
L’inclusione di questi individui aggraverebbe il peso di Medicare perché le spese per assicurare i meno “giovani” sono molto più alte di ciò che costa per assicurare i “giovani” che in linea generale sono in condizioni di salute migliore. L’ampliamento potrebbe dunque danneggiare la sicurezza del Medicare che molte voci repubblicane danno già per morto dati i costi eccessivi. I repubblicani ovviamente non rifiuterebbero nulla che possa consegnare più clienti alle aziende di assicurazioni private. Ciò non impedisce a tutti i parlamentari e senatori di fare uso di un sistema di sanità governativo pagato dalle tasse dei cittadini. Infatti, vi sono persino 55 parlamentari repubblicani che già fanno anche uso del Medicare a livello personale.
Ciò che disturba di più è il fatto che nel 1997, il governo, controllato dai repubblicani, ha parzialmente “privatizzato” Medicare creando Medicare Advantage. Questa legge ha offerto l’opportunità a coloro che qualificano per Medicare di scegliere un’assicurazione privata usando i fondi di Medicare. Il rimborso di Medicare alle assicurazioni private per Medicare Advantage supera il 12% del Medicare tradizionale.
Si tratta di sprechi che l’attuale governo sta cercando di eliminare nonostante le obiezioni dei repubblicani i quali in questo caso specifico si sono dichiarati paladini della protezione al Medicare perché le assicurazioni private ci perderebbero. Si calcola che i profitti delle assicurazioni private mediante il Medicare Advantage si aggirano sul 6%, fondi che potrebbero andare a ben altro uso per coprire persone senza sanità.
L’ampliamento di Medicare a coloro che hanno 55 anni potrebbe però aiutare anche perché aprirebbe la porta nel futuro all’inclusione dei più giovani. Un altro vantaggio, come ha detto Dean, è che l’apertura della porta di Medicare non creerebbe un’altra burocrazia dato che le strutture sono già esistenti.
La creazione della public option rimane però popolare con gli americani i quali sono stanchi di essere alla mercé delle assicurazioni private. Un recente sondaggio Cbs/NY Times ha scoperto che il 59% degli americani favorisce la public option. I senatori repubblicani però, nonostante la loro minoranza, riescono con notevole successo ad ammutolire le voci degli americani. Ostacolano con successo riforme che i democratici, divisi fra loro, cercano di mettere in atto ma senza successo.

Commenta Stampa
di Domenico Maceri
Riproduzione riservata ©