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Dopo il furto dei dati l'azienda giapponese nei guai

Anche il Congresso americano chiama la Sony


Anche il Congresso americano chiama la Sony
03/05/2011, 19:05

WASHINGTON - Sony non dovrà vedersela soltanto con il malumore dei giocatori, in seguito ai problemi che da ormai oltre dieci giorni stanno causando lo stop dei servizi PlayStation Network e Qriocity. Anche il Congresso degli Stati Uniti d'America, nella persona di Mary Bono Mack, ha chiesto di far luce sulla questione nel minor tempo possibile. Il Parlamento USA ha inoltrato a Kazuo Hirai una formale richiesta perché siano fornite, entro e non oltre venerdì 6 maggio, spiegazioni dettagliate in merito a quanto sta accadendo, alle dinamiche della vicenda, all'identità di chi ha effettuato l'attacco (sempre che Sony ne sia a conoscenza) e ai possibili rischi per i consumatori. La lettera fa inoltre esplicito riferimento alla natura dei dati sottratti agli utenti, così da chiarire in modo definitivo se siano stati rubate o addirittura messe in vendita informazioni riguardanti le carte di credito, con inevitabile pericolo di truffe o raggiri. Nel frattempo, l'azienda smentisce le voci che nelle ultime ore hanno iniziato a circolare in Rete sul ritorno online del PSN in Giappone. La situazione, anche nel paese del Sol Levante, non è ancora stata risolta. Al momento, non è possibile sapere quanto ancora si protrarrà l'attesa dei milioni di giocatori sparsi in tutto il mondo.

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di Valerio Esca
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