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Forti contestazioni contro l'attuale presidente Saleh

Anche lo Yemen travolto dalle proteste, migliaia in piazza

La popolazione si divide tra pro e contro il leader

Anche lo Yemen travolto dalle proteste, migliaia in piazza
03/02/2011, 19:02

Lo Yemen come la Tunisa e come l'Egitto, più o meno. Anche a Sanaa, infatti, migliaia di persone sono scese in piazza per richiedere con forza le dimissioni dell'attuale presidente Ali Abdullah Saleh.
Nonostante quest'ultimo abbia accolto quasi tutte le istanze presentate dall'opposizione ed abbia assicurato che non si sarebbe ricandidato alle prossime elezioni previste nel 2013, buona parte della popolazione si dice decisa a non lasciare le barricate fin quando il leader del regime non si sarà dimesso.
"Vogliamo le riforme, le riforme politiche e ci deve essere onestà. Chiediamo stabilità e libertà. Vogliamo l’applicazione della legge islamica ed anche sincere promesse di cambiamento"; sloganeggia infatti uno dei membri manifestanti. Proprio come in Tunisia ed Egitto, però, il regime al potere ha organizzato un'imponente contro-manifestazione con i propri sostenitori. I manifestanti pro-Saleh, giunti nella piazza centrale della capitale yemenita prima dell'opposizione, hanno fatto udire un chiaro messaggio-avvertimento:"Diciamo agli oppositori: guardate le distruzioni e i morti che ci sono nei paesi arabi come l’Egitto e la Tunisia. Guardate cosa sta succedendo là".
Ma l'opposizione sembra non voler sentire ragioni ed ha rifiutato anche la proposta del Rais di rientrare nella maggioranza per formare un "governo di unità nazionale". Nonostante l'apertura del contestato leader Yemenita, infatti, oggi è stata proclamata la "giornata della collera"; sull'onda emulativa di quella egiziana.
Le proteste nei paesi arabi sembrano dunque diffondersi a macchia d'olio e, il prossimo che potrebbe essere investito dall'esplosione del malcontento popolare, potrebbe essere proprio lo stato libico guidato da Gheddafi.

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di Germano Milite
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